Martedì 6 ottobre nello storico palazzo Mattei in via Michelangelo Caetani, sede del Centro Studi Americani, si è svolta la cerimonia di inaugurazione dei nuovi spazi della Biblioteca del Centro Studi Americani, i quali sono stati sottoposti ad un importante e attento lavoro di ristrutturazione e restauro.
Alla cerimonia sono intervenuti i principali attori del Centro e i responsabili dei lavori, spiegando il ruolo del CSA nel mondo universitario, accademico e intellettuale, la vita della Biblioteca e il percorso storico e artistico del palazzo che fa da sfondo a tutto questo.
In particolare, alla conduzione degli interventi, il direttore del Centro Roberto Sgalla ha ricordato le importanti donazioni che permettono alla Biblioteca di continuare ad allargarsi, come l’ingente contributo della professoressa Wallace, americana, ma con una lunga permanenza in Italia alle spalle. La Wallace ha donato alla sua dipartita 2000 volumi e anche un carteggio personale con una poetessa americana, prevedendo anche tutte le spese di trasporto e catalogazione. Altri dati sono stati riportati dalla storica e bibliotecaria Annalisa Capristo, riguardo anche agli accessi al database della biblioteca e le nuove frontiere delle attività della biblioteca, come digitalizzazione, conferenze, collaborazioni e pubblicazioni originali.
Alla cerimonia è stato letto anche un messaggio della Rettrice Polimeni, a riprova del proficuo rapporto che lega il Centro Studi Americani alla città di Roma, alla sua vita culturale e alle Università, creando opportunità di studio, di ricerca e di lavoro.
Alla fine anche dell’interessante excursus storico-artistico del professor Claudio Strinati sulla vita del palazzo e del quartiere, si sono simbolicamente aperte le porte dei nuovi ambienti della biblioteca: delle bellissime sale con i soffitti affrescati in pieno stile barocco, riempiti da grandi scaffali in legno scuro che ospitano migliaia di libri dei più importanti autori nord-americani e/o sulla storia di quel territorio, con i suoi possibili innumerevoli casi di studio. A coronare il tutto, una piccola ma suggestiva sala conferenze, adornata da dipinti di pittori della scuola di Caravaggio e da un’atmosfera tipica dei palazzi signorili dell’epoca barocca.
La storia del Centro Studi Americani
Il Centro Studi Americani è un’istituzione dedicata allo studio degli Stati Uniti d’America e il suo fine, fin dalla sua fondazione, è quello di favorire il dialogo tra il nostro Paese e il colosso transatlantico, oltre, ovviamente, a sviluppare le relazioni culturali e scientifiche tra i due paesi – un ruolo più che mai attuale e cruciale.
Le sue radici risalgono infatti alla Library for American Studies in Italy, nata a Roma nel 1920 per iniziativa dello studioso americano Harry Nelson Gay. La biblioteca venne fondata con un patrimonio iniziale di oltre 10.000 volumi e aveva l’ambizione di diventare un importante punto di riferimento per gli studi sugli Stati Uniti in Italia.
Nel corso degli anni il progetto si sviluppò attraverso diverse istituzioni. Nel 1949 venne costituito il Consiglio per gli Studi Americani, al quale partecipavano, tra gli altri, l’Associazione Italo-Americana, l’Università di Roma, l’Ambasciata degli Stati Uniti e la Commissione per gli scambi culturali con l’Italia.
Nel 1961 il Consiglio si costituì come associazione e nel 1963, con il D.P.R. 22 ottobre 1963 n. Nel 1842, assunse la denominazione di Centro di Studi Americani, ottenendo il riconoscimento della personalità giuridica.
Questa continuità storica è uno degli elementi che rendono il Centro particolarmente significativo: la sua vicenda si intreccia con l’evoluzione delle relazioni culturali e transatlantiche tra Italia e Stati Uniti nel corso del Novecento.


