“Più Libri Più Liberi“, la fiera della piccola e media editoria in corso fino all’8 dicembre alla Nuvola, nel cuore dell’Eur, è al centro di una nuova polemica. Un gruppo di circa 80 nomi tra artisti, scrittori e intellettuali si è appellato agli organizzatori per chiedere l’esclusione di una casa editrice considerata fascista.
La casa editrice in questione, che ha fatto indignare gli intellettuali, è “Passaggio al Bosco“. Il suo catalogo è stato considerato come “basato in larga parte sull’esaltazione di esperienze e figure fondanti del pantheon nazifascista e antisemita“. Scrittori e artisti contrari alla presenza alla fiera di “Passaggio al bosco” citano alcuni autori della collana, come Leon Degrelle o Yves Morel, autore di “Corneliu Zelea Codreanu”, fondatore del movimento fascista e antisemita romeno della Guardia di Ferro. Nell’appello viene sottolineato come questi non siano testi di studio o di indagine su specifici fenomeni e periodi storici, ma di un progetto apologetico che dipinge l’esperienza dei fascismi europei, anche nei suoi aspetti più violenti e repressivi, come un modello eroico da cui prendere esempio.
La domanda posta all’Aie (Associazione Italiana Editori) cita l’articolo 24 del regolamento della fiera: “Questa norma impegna editori ad aderire a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana, nella Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e nella Dichiarazione universale dei diritti umani, rifiutando ogni forma di discriminazione”
I firmatari della lettera
I firmatari a opporsi alla presenza della casa editrice “Passaggio al Bosco” sono circa 80 tra cui ricordiamo lo scrittore e insegnante Christian Raimo che pure dice “senza i nazisti in fiera si era tutti più felici”, la giornalista Loredana Lipperini, il giornalista e scrittore Valerio Renzi, lo storico e scrittore Alessandro Barbero, il giornalista e scrittore Antonio Scurati, la storica Anna Foa, lo storico e saggista Carlo Ginzburg e il fumettista Zerocalcare che ha rinunciato a partecipare alla fiera. Oltre numerose case editrici come Minimum Fax, Fandango Libri, Coconino Press, Becco Giallo, Bao Publishing, anche il Comune di Roma ha deciso di non presenziare alla conferenza stampa di presentazione di “Più Libri Più Liberi”. Smeriglio afferma: “Ci spiace, ma c’è un punto di diessenso che non ci permette di inaugurare la fiera (…) Ci spiace perché lavoriamo e sosteniamo la fiera con convinzione. E continueremo a farlo. Tuttavia, con tutto il rispetto che si conviene agli organizzatori, abbiamo un’idea diversa in merito alla gestione di un catalogo esplicitamente neofascista, razzista e antisemita”
La risposta di “Passaggio al Bosco”
“Passaggio al Bosco” ha replicato alle accuse, senza tuttavia ritrattare la propria posizione in merito alla vicinanza al nazifascismo del loro catalogo: “Le fiere librarie non sono un party, non si viene invitati, ma ci si iscrive sottoscrivendo un contratto. Non partecipiamo su delega, invito o raccomandazione, ma perché svolgiamo il lavoro di editori”. L’editore, inoltre, ha accusato l’ex deputato Pd Emanuele Fiano che aveva pubblicato un post chiedendo l’esclusione della casa editrice, di basare le sue ragioni “su un copia e incolla” di “alcuni articoli presenti in rete già oggetto di querela da parte nostra” poiché rientrerebbero nella “reductio ad Hitlerum” ovvero il tentativo di invalidare l’argomento di un avversario associandolo a Hitler.
La decisione degli organizzatori
Il presidente dell’Aie, Innocenzo Cipolletta, ha comunicato che “Passaggio al Bosco” non sarà esclusa dalla fiera. Cipolletta spiega che gli espositori vengono accolti sulla base dei posti disponibili e nell’ordine di arrivo delle domande: “la domanda di Passaggio al Bosco, della cui base ideologica sottostante non condivido nulla, è arrivata tra le prime. L’editore ha sottoscritto un contratto che esplicita l’impegno ad aderire a tutti i valori espressi nella Costituzione Italiana. L’appello tocca sensibilità che noi stessi condividiamo”.
Ma in che modo può allora aderire ai principi della Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza, basata sull’antifascismo (XII Disposizione) e che ne vieta l’apologia nell’articolo 4 della Legge Scelba (n. 645 del 1952) una casa editrici i cui libri in catalogo sono apologetici del nazifascismo?
Per questo la proposta di organizzare all’interno della fiera “uno spazio e un momento di discussione all’interno della manifestazione”
Conclude Cipolletta: “Saranno i lettori a valutare quei libri, così come spetterà alla Magistratura vigilare e verificare sulla liceità delle azioni e sulla opportunità della presenza di quei testi in un Paese come il nostro dove vige il divieto dell’apologia al fascismo”
