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Open House Roma: la città apre le porte dei suoi luoghi segreti

La Nuvola aperta per Open House
Per qualche giorno all’anno Roma cambia volto. Palazzi storici normalmente chiusi, studi di architettura, biblioteche, sedi istituzionali e perfino case private aprono le loro porte al pubblico. È quello che succede con Open House Roma, il festival dedicato all’architettura e alla città che nel 2026 si svolgerà dal 16 al 24 maggio. Un evento gratuito che trasforma la capitale in un grande itinerario urbano alla scoperta di edifici spesso invisibili nella vita quotidiana.
L’idea alla base dell’iniziativa è semplice: permettere a chiunque di entrare in luoghi che normalmente non sono accessibili e raccontare la città attraverso i suoi edifici. Durante il festival vengono organizzate visite guidate, tour urbani e incontri con architetti e studiosi. In ogni edizione vengono aperti circa duecento spazi, distribuiti in vari quartieri della città, dal centro storico fino alle aree più contemporanee e meno turistiche.
Open House Roma non nasce però a Roma. L’iniziativa ha origine a Londra, dove nel 1992 l’architetta Victoria Thornton lancia il primo Open House London. L’obiettivo era rendere l’architettura più accessibile al grande pubblico e far capire che gli edifici non sono solo opere tecniche, ma raccontano la storia sociale e culturale delle città. Il successo è stato tale che il modello si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, dando vita alla rete internazionale Open House Worldwide. A Roma il festival arriva nel 2012 grazie all’associazione Open City Roma, con l’intento di mostrare una città diversa da quella delle classiche visite turistiche. Non solo monumenti antichi, ma anche architettura moderna, spazi rigenerati e quartieri contemporanei.
Tra i luoghi che spesso compaiono nel programma ci sono edifici di grande interesse architettonico e urbano. Per esempio la Casa Albero, iconica abitazione progettata negli anni Sessanta; la Stazione Roma Tiburtina, uno degli esempi più importanti di architettura contemporanea della città; oppure la Torre Eurosky, grattacielo residenziale simbolo del quartiere EUR.
Accanto all’architettura moderna vengono aperti anche palazzi storici e istituzioni normalmente chiuse al pubblico, come Palazzo della Marina, la Biblioteca Hertziana o l’Accademia di Spagna.
Una delle particolarità del festival è che molti dei luoghi visitabili non sono accessibili durante il resto dell’anno. Per questo il programma cambia a ogni edizione e alcune visite richiedono la prenotazione online, mentre altre sono ad accesso libero fino a esaurimento posti.
Vivere davvero una città, in fondo, non significa solo abitarla, ma conoscerla, esplorarla e lasciarsi sorprendere da ciò che nasconde dietro le sue porte. Eventi come questo servono a ricordare che il miglior modo per sentirsi parte di un luogo è continuare a scoprirlo, anche quando pensiamo di conoscerlo già.

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