Un incubo trasformato in realtà oppure una familiare conoscenza abitudinaria? Questo è l’interrogativo che tutti i tifosi e gli appassionati si pongono sull’Italia oggi. Nella sera del 31 marzo si è disputata la partita Bosnia-Italia 1-1 (4-1 d.c.r.) allo stadio Bilino Polje di Zenica, scontro che ha rigettato l’Italia per l’ennesima volta fuori dai mondiali in uno spiraglio, quasi maledetto, che riguarda la coppa del mondo.
Un primo tempo speranzoso ma allo stesso tempo rovinoso
C’è da ammettere per la prima mezz’ora l’Italia ha fatto la sua partita, gran gol di Kean al 15’ su errore del portiere bosniaco, pressione costante di Retegui che portava alla perdita del pallone da parte degli avversari e grandi coperture delle linee da parte di Locatelli. Fin qui non sembrerebbero esserci problemi, ma è proprio al 43’ che arriva un momento che cambierà le sorti della partita: rosso a Bastoni per fallo da ultimo uomo, l’arbitro francese Turpin conferma tutti i requisiti per la DOGSO e l’Italia rimane così in 10 per un tempo intero.
Un secondo tempo da campioni del mondo… a crearci problemi da soli
Per oltre un tempo in 10 si sapeva che l’Italia avrebbe abbassato il baricentro, ma nessuno si sarebbe aspettato questa soluzione già all’inizio del secondo tempo regolamentare. Una squadra schiacciata e pressata nella propria metà campo per oltre 45 minuti dalla nazionale bosniaca e questo è dimostrato dalla spaventosa statistica dei tiri: 18-8 per la Bosnia. Sono solo le mani del capitano Gigi Donnarumma a salvare le speranze dell’Italia, almeno così fino al 79’, minuto in cui su una mischia in area Tabakovic trova il gol sulla ribattuta del numero 1 azzurro.
L’idea di tenere la squadra bassa era giusta, ma a detta di molti esperti e appassionati sarebbe stato meglio pressare normalmente senza farsi schiacciare fin da subito.
Comunque nonostante il gol subito l’Italia ci ha provato, prima con Kean, poi con Dimarco e perfino su Palestra subentrato, su cui ci si potrebbe stare ore a discutere per il mancato rosso per fallo da ultimo uomo subito dal giocatore del Cagliari.
Dai supplementari all’incubo dei rigori
Finiscono 1-1 i tempi regolamentari validi per la qualificazione al mondiale. La Bosnia, che ha giocato i tempi supplementari anche contro il Galles nella semifinale play-off, si pensava che sarebbe arrivata stanca, ma invece così non è stato, reggendo ambo le parti l’1-1 per arrivare alla lotteria dei rigori.
Non c’è bisogno di soffermarsi su come siano andati i rigori, i bosniaci segnano 4 rigori su 4 mentre l’Italia ne sbaglia 2, perdendo così l’accesso ai mondiali.
12 anni senza mondiale per l’Italia, gravi parole dette da Gravina
Esattamente 12 lunghi anni, da Russia 2018, passando per Qatar 2022 e ora America 2026, l’Italia del calcio è nel momento più buio della sua storia e sembra non esserne in grado di uscirne. L’ultima partita dell’Italia ad un mondiale nella fase ad eliminazione diretta è paradossalmente proprio la finale del 9 luglio 2006, generazioni intere non hanno ancora visto l’Italia ad un mondiale. Il problema vero non sembra sapere quale sia, ma sicuramente le parole del presidente della FIGC Gravina non aiutano. Dopo tutte queste disfatte mondiali non è accettabile non dare le dimissioni ma soprattutto ancora più grave è definire gli altri sport (in cui l’Italia eccelle) “sport dilettantistici”. Proprio così nella conferenza stampa di queste ultime ore il presidente della Federazione calcio italiana ha sottolineato come non ci possa essere paragone tra la sua squadra “professionistica” e altri sport “dilettantistici”. La parola e le decisioni finali spettano ad un consiglio generale sportivo già convocato dal presidente per questa settimana. Ci sono poche cose sicure in questo momento, ma una cosa è certa, salteranno alcune teste e posti dopo questa amara sconfitta.


