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Formazione e sviluppo di competenze nazionali per la cybersicurezza

Venerdì 20 febbraio 2026 si è tenuta l’iniziativa “Formazione e sviluppo di competenze nazionali per la cybersicurezza” presso l’Auditorium della Tecnica di Confindustria, dedicata al tema strategico della sicurezza digitale e al ruolo del sistema di ITS Academy – in particolare della filiera ICT – nel rafforzare le competenze tecniche avanzate a supporto della modernizzazione del Paese e della Pubblica Amministrazione con la partecipazione come co-protagonista della Polizia Postale.

La prima metà della giornata di conferenze si è articolata in tre fasi. La prima di queste è stata moderata dal giornalista Massimo Cerofolini, che ha aperto l’incontro con un intervento dedicato alla criminalità e alla sua evoluzione nell’era del digitale: oggi sempre più organizzata, attenta alle novità tecnologiche e digitali, rapida e capace di infiltrarsi subdolamente nella vita quotidiana dei privati cittadini, facendo leva sulla loro psiche, e non solo. Oggi i rischi legati agli attacchi informatici riguardano tutti i settori, dall’economia all’informazione, fino alle reti social e al territorio. “All’innalzamento di potenza della criminalità non si può rimanere fermi – continua Cerofolini – ma bisogna innalzare la potenza della nostra azione e delle nostre difese.”

Sempre in questa frazione dell’evento il giornalista è stato poi affiancato da tre ospiti che hanno approfondito, in virtù dei propri ruoli istituzionali, imprenditoriali e lavorativi, il discorso sul rapporto tra tecnologia, formazione e sicurezza. In particolare, per comprendere il funzionamento del modello di istruzione dell’ITS è intervenuto Guido Torrielli, che della rete ITS Academy ne è il principale superiore, affiancato da Ettore Acerra, direttore generale per la formazione tecnica e professionale superiore, e da Nando Minella, direttore generale della struttura tecnica promotrice della filiera tecnologica e di formazione “4+2 MIM”. Il fuoco di questo circolo è stato appunto l’istruzione e il ruolo dell’educazione non solo all’uso consapevole del digitale, ma anche a più approfonditi sistemi di programmazione e protezione nell’ambito tecnologico e digitale , sia fondamentale e il punto più interessante del futuro delle professioni a stretto contatto con il digitale – cioè la maggior parte di essi. Gli esperti, infatti, hanno condotto la conferenza in maniera abbastanza interattiva, vista anche la cospicua presenza di studenti e giovani, specie provenienti dagli istituti interessati, nella sala.

Gli ospiti erano numerosi e sono intervenuti altri personaggi di spicco nel settore come Ivano Gabrielli, direttore del servizio di Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, Carmela Palumbo, capo dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione MIM, e Pietro Labriola, AD TIM e delegato Confindustria per la Transizione Digitale.

Inoltre, vista la specificità degli argomenti trattati e del giovane target della conferenza, si sono susseguiti 6 brevi interventi sul modello della TEDxTalks. Con carisma e chiarezza invidiabili il pubblico è stato catturato dalle parole ispiratrici dei massimi esperti di digitale, social e cybersicurezza attualmente sul nostro territorio: Marco Camisani Calzolari, esperto di comunicazione digitale, Corrado Giutozzi, consulente strategico, docente e divulgatore, Selene Giupponi, esperta di digital forensics, Massimiliano Padula, sociologo dei media e docente, Denis Roio, artista hacker e attivista, e Nicola Grandis, fondatore di una start up di AI tutta italiana, la ASC27, già riconosciuta dai più importanti sistemi operativi, come Nvidia e Microsoft.

Il resto della mattinata è stato condotto a due voci da Daniele Grassucci, co-fondatore della celebre piattaforma Skuola.net, e Roberta Mestichella, vice-questore della Polizia di Stato, i quali hanno invitato sul palco testimoni dell’importanza della cybersicurezza come Euclide Della Vista, ancora un membro della filiera ITS Italy, e Barbara Strappato, vice-direttore del Servizio Polizia Postale.

Tutti gli interventi hanno sottolineato il collegamento inscindibile fra società e cybersicurezza, che ne valorizza la rilevanza nei processi di istruzione e formazione, toccando inevitabilmente temi di estrema attualità come la consapevolezza dell’Intelligenza Artificiale, e sottolineando aspetti talvolta sottovalutati come la responsabilità umana e il fatto che per un futuro sicuro dagli attacchi digitali il mezzo non è di certo quello di evitare arbitrariamente i contatti con la sfera tecnologica, cosa per altro ad oggi pressoché utopica. A tal proposito Massimiliano Padula ha detto: “A ogni stadio evolutivo della conoscenza corrisponde uno stadio culturale e sociale: la tecnologia trasforma la società, ma è la cultura che determina come la useremo”.

Noi, utenza della Sapienza, siamo testimoni diretti e recentissimi dell’importanza della cybersicurezza, della formazione in merito e della consapevolezza nell’uso dei media. La conferenza che si è svolta è, dunque, un primo importante passo verso un processo di transizione digitale che deve presto portare alla sicurezza di tutti i cittadini e alla presenza sempre più capillare e preparata alle sfide di figure capaci di sventare qualsiasi rischio in un ambito della nostra quotidianità, che, come è stato sottolineato, non è più soltanto un ambito, ma vera realtà.

 

(articolo di Sofia Machetti e Laura Rossi)

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