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Al via “Maschilità Plurali” il nuovo progetto del SARAS

Il rapporto tra università e città si rinnova con “Maschilità Plurali”, progetto di Terza Missione promosso dal Dipartimento SARAS della Sapienza Università di Roma insieme al Municipio II.

L’incontro inaugurale, ospitato a San Lorenzo, ha messo in pratica un obiettivo preciso: portare il dibattito accademico fuori dalle aule e dentro i luoghi della comunità, trasformando l’Ateneo da semplice “occupante” di spazi urbani a soggetto capace di contribuire in modo concreto alla crescita del territorio.

Nei saluti istituzionali, la presidente del Municipio II Francesca Del Bello e il direttore del dipartimento Alessandro Saggioro hanno sottolineato la direzione del progetto: mettere competenze e ricerca a disposizione della cittadinanza per leggere e affrontare vulnerabilità sociali contemporanee, con un’attenzione particolare alle giovani generazioni e alla complessità delle relazioni di genere. Coordinata dalla professoressa Romana Andò, l’iniziativa propone un focus specifico sulle trasformazioni dell’identità maschile: un lavoro di analisi e decostruzione degli stereotipi, ma anche un tentativo di aprire nuove forme di dialogo tra scuola, famiglie e istituzioni.

Ospite centrale dell’evento è stata la celebre giornalista e scrittrice Claudia De Lillo, che ha offerto una riflessione sulle sfide educative e sociali legate alla crescita dei ragazzi oggi. Nel suo intervento è emersa una forte problematica nei percorsi di formazione maschile: i ragazzi sembrano vivere una fase di stallo. I modelli patriarcali tradizionali non funzionano più, ma quelli nuovi non sono ancora stati definiti con chiarezza, lasciando molti adolescenti in un territorio incerto, privo di modelli da seguire.

 

Questo disorientamento,  De Lillo l’ha riscontrato nel suo libro (Esseri maschi. Istruzioni per macchine apparentemente semplici), e si va a ritrovare anche nelle modalità comunicative: l’interazione con gli adolescenti maschi richiede spesso codici mediati dal “fare” o dagli oggetti.

 

Il confronto ha toccato anche le dinamiche familiari, rivalutando il ruolo paterno in adolescenza: la “giusta distanza” dei padri può diventare una risorsa nel fisiologico estraniamento dei figli, offrendo un recinto saldo e meno permeabile ai conflitti identitari tipici di questa fase. Infine, è emersa la necessità di riconoscere una “cura maschile” specifica, diversa ma non meno vitale di quella materna, spesso compressa da retaggi culturali che faticano ad associare virilità e tenerezza.

“Maschilità Plurali” conferma così la volontà della Sapienza di farsi interlocutore attento delle trasformazioni del presente, creando spazi di riflessione condivisa nel cuore della città.

Vi invitiamo inoltre a compilare il seguente questionario: Questionario Maschilità Plurali

Per ulteriori informazioni vi invitiamo a consultare il sito web del progetto terza missione

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