«Vedere un film in una sala è un atto sociale» e gli italiani lo sanno bene. Questa citazione della scrittrice e critica Susan Sontag, tratta da “The Decay of Cinema” (1996), descrive il motore di un fenomeno in crescita negli ultimi anni in Italia: andare al cinema.
In contrasto con la sempre maggiore fruibilità dello streaming, il binge-watching (“divorare” episodi o stagioni senza pause) o il couch rotting (restare sul divano per ore o giorni guardando contenuti in modo apatico), nel nostro Paese è stato registrato un aumento della frequentazione nelle sale cinematografiche.
Nel 2025 il mercato del cinema in sala in Italia ha confermato segnali positivi di tenuta e persino di crescita, secondo i dati ufficiali di Cinetel. Il box office ha incassato circa 496,5 milioni di euro con 68,3 milioni di biglietti venduti, risultando sostanzialmente in linea con il 2024 (+0,5% negli incassi; −2% nelle presenze) e con il 2023 (+0,2% negli incassi; −3,2% nelle presenze). Un dato che segnala una solida stabilità del mercato, nonostante i prezzi alti in alcune aree.
Proprio in merito a questo, un’altra indagine è da prendere in considerazione: il costo medio di un biglietto per il cinema. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha pubblicato a novembre 2025 una classifica dei costi medi di un biglietto per il cinema di varie città italiane nelle quali era possibile rilevare i dati. I prezzi più alti si trovano a Genova con 11,36€ , seguita da Venezia, Bologna o Trento sempre sui 10€ circa. Nella fascia media che oscilla tra 9,50€ e 8,40€ ci sono invece Roma, Milano, Napoli, Palermo e Torino. In basso alla classifica si posizionano con un costo medio di circa 7€ Perugia, Trieste e Bari.
Nonostante i prezzi alti, vivere l’esperienza della settima arte con il grande schermo, seduti sulle classiche poltrone rosse in compagnia di altre persone, ci spinge ad investire nella cultura frequentando le sale cinematografiche italiane. Nel libro “Streaming Culture – Subscription Platforms and the Unending Consumption of Culture” di David Arditi, pubblicato nel 2021, un passaggio descrive l’importanza di ciò: “Watching a film at a theater provides a collective experience that makes people feel part of a community […] we experience collective effervescence – an electric feeling experienced by groups of people. Collective effervescence is what makes us feel like part of something (58)”.
Ridere, sobbalzare dalla paura o versare qualche lacrima dall’emozione è quello che dà valore ad un momento condiviso, in un luogo dedicato esclusivamente alla visione del film e un po’ isolato dal resto del mondo. Per questo è vitale continuare a dare valore al cinema, così da fare tesoro dell’effervescenza collettiva per sentirci parte di qualcosa, anche solo per qualche ora.
ANAIS VALLOZZA
