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Corto muso e Menoncello: l’Italia batte la Scozia 18-15

Citando un grande allenatore contemporaneo, si potrebbe dire che la vittoria dell’Italia sulla Scozia, nella prima giornata del Sei Nazioni, sia arrivata di corto muso. Il 18-15 dell’Olimpico matura al termine di 80 minuti di enorme equilibrio, decisi da una gestione attenta e lucida della gara.

Sotto una pioggia torrenziale, gli equilibri si spezzano già all’8’, quando Louis Lynagh è bravissimo a seguire il calcio di Nacho Brex, arrivare per primo sul pallone e schiacciare in meta per i primi cinque punti azzurri.

Il successo italiano nasce soprattutto da uno splendido lavoro nei punti d’incontro, il momento chiave in cui si contende il possesso dopo il placcaggio. Il XV di Gonzalo Quesada trova in Tommaso Menoncello, Lorenzo Cannone, Andrea Zambonin e Manuel Zuliani i suoi interpreti migliori. Non a caso, la seconda meta dell’Italia, finalizzata proprio dal numero 12 della Benetton Treviso, arriva dopo il grande lavoro oscuro delle seconde linee. Paolo Garbisi completa l’opera con la trasformazione.

Dopo il doppio break, però, l’Italia commette l’errore di rilassarsi e permette alla Scozia di rientrare in partita. La Nazionale del Cardo alza i giri del motore e al 24’ trova il varco giusto con Jack Dempsey, con Finn Russell preciso dalla piazzola per il 12-7.

Prima dell’intervallo Garbisi prova a mettersi ancora in proprio con un drop da posizione centrale: l’esecuzione non va a buon fine, ma un fallo scozzese concede agli azzurri un calcio di punizione che il numero 10 trasforma, mandando l’Italia al riposo avanti 15-7.

La ripresa è fortemente condizionata dal diluvio che si abbatte sull’Olimpico. Il gioco perde fluidità e l’indisciplina diventa protagonista, in particolare il fuorigioco dalla linea difensiva. Proprio sfruttando uno di questi falli, la Scozia accorcia al 47’ con Russell (15-10).

L’Italia reagisce e torna ad attaccare: buona la carica di Lorenzo Cannone, poi l’arbitro O’Keeffe fischia un tenuto contro Zuliani. Il TMO, però, interviene segnalando un placcaggio alto proprio sul numero 7 azzurro: il verdetto viene ribaltato e Garbisi, sotto la pioggia battente, non sbaglia (18-10 al 50’).

Ancora una volta, però, arriva un errore azzurro: Fusco perde un pallone aereo e la Scozia si stabilisce nella metà campo italiana. Giocando in modo semplice e diretto, gli ospiti mettono sotto pressione la linea difensiva di casa, ma è ancora il TMO a risultare decisivo. Il neoentrato George Turner pulisce il punto d’incontro colpendo la testa di Zuliani: al 54’ scatta il cartellino giallo, confermato dal Bunker.

Con pioggia e campo pesante, entrambe le squadre cercano vantaggio soprattutto attraverso il gioco al piede, dove Leonardo Marin si mette in evidenza. In inferiorità numerica, la Scozia riesce comunque a gestire il momento con intelligenza, affidandosi a calci contestabili e fasi statiche, fino al rientro del quindicesimo uomo.

Proprio in quel frangente arriva un calcio di punizione a favore degli scozzesi, che scelgono la penaltouche al 66’. La maul viene inizialmente contenuta, ma George Horne è rapidissimo a sgusciare via e schiacciare all’angolo. La trasformazione è complessa e Russell non trova i pali: a dieci minuti dalla fine il punteggio è 18-15.

La tensione è altissima. L’Italia, anche grazie ai cambi, si affida alla mischia per restare nella metà campo avversaria e aumentare la pressione. Al 77’ il pack conquista un prezioso calcio di punizione in attacco, ma la scelta della penaltouche non paga: recupero scozzese e occasione persa.

Allo scadere è la Scozia ad avere l’ultimo possesso. Gioco ravvicinato, fasi su fasi per non perdere il pallone, mentre il cronometro diventa rosso. Le fasi superano quota trenta, la difesa azzurra è epica, ordinata e feroce, fino all’attesissimo turnover che chiude il match.

L’Italia batte la Scozia 18-15 e apre il Sei Nazioni 2026 con una vittoria di carattere, figlia del duro lavoro in mischia, come certificato da Simone Ferrari MVP della partita, e dalla spinta dei 68.245 spettatori giunti a Roma.

Sei Nazioni 2026: formazioni e tabellino di Italia-Scozia

Italia v Scozia  18-15  (15-7)
Marcatori: p.t 7’ m. Lynagh (5-0);  13’ m. Menoncello, trf. P. Garbisi (12-0) 23’ m. Dempsey, tr. Russell (12-7); 34’ C.p. P. Garbisi (15-7) s.t 16’ C.p Russell (15-10); 19’ c.p. P. Garbisi (18-10); 26’ m. Horne (18-15)

Italia: Marin (33’ st.Pani); Lynagh, Brex, Menoncello, Ioane; P.Garbisi, Fusco (21’st. A. Garbisi); L.Cannone, Zuliani (14’ st. Favretto), Lamaro (Cap, 28’ st. Zuliani); Zambonin (28’ st. Ruzza), N.Cannone; Ferrari (18’ st. Hasa), Nicotera (18′ st. Di Bartolomeo), Fischetti (18’ st. Spagnolo 41’ st. Fischetti)
all. Gonzalo Quesada

Scozia: Jordan; Steyn, Jones, Tuipulotu (Cap), Dobie (9’ st. Graham); Russell, White (24’ st. Horne); Dempsey, Darge (20’ st. Ashman, 24’ st. Darge), M.Fagerson (24’ st. Williamson)); Gilchrist (9’ st. Brown), Cummings; Z.Fagerson (24’ st. Millar-Mills), Ashman (9’ st. Turner), Schoeman (28’ pt. McBeth, 36’pt. Schoeman, 9’ st. McBeth)
all. Gregor Townsend

MVP RadioSapienza: Tommaso Menoncello

Andrea Delcuratolo

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