Il diavolo veste prada 2 è in uscita nel prossimo aprile, ma a pochi giorni dal rilascio del trailer ufficiale, le nostre piattaforme social esplodono dei look delle protagoniste e dei meme sul film, e di conseguenza tantissimi spoiler, ancora prima che la pellicola arrivi nelle sale dei cinema. Si tratta di un fenomeno ormai diffuso da anni: quello del meme-marketing.
Il “meme-marketing” è quando le aziende utilizzano contenuti virali e divertenti di solito basati su film, tendenze o cultura pop, con l’obiettivo di interagire con il loro pubblico. Questo tipo di strategia comunicativa può essere applicata a tantissime tipologie di prodotto, ancora di più con il cinema, in quanto i film rappresentano spesso delle montagne russe emozionali. Quando una scena o un dialogo diventano virali, le persone, oltre a ricordare il film, lo usano.
L’esempio più eclatante è esploso con il caso Barbenheimer: nei giorni in cui Barbie e Oppenheimer erano in sala, sui social è esploso il trend “two tickets”: due biglietti, due outfit a tema e un gruppo di amici che trasformava l’uscita al cinema in un rito collettivo, tutto parte di un’esperienza che deve essere condivisa. Stesso fenomeno avvenuto con Beetlejuice, dove abbiamo visto che la promozione del film si è realizzata attraverso i social. Ed è proprio per questo che oggi l’industria cinematografica gioca d’anticipo, inserendo già nel trailer dettagli e inside jokes che generano la curiosità delle generazioni più giovani.
Con Il diavolo veste Prada 2, la strategia è chiara: sfruttare l’hype generato dai social, stimolare la curiosità dei fan storici e coinvolgere le nuove generazioni in un gioco di riferimenti, ironia e anticipazioni. In questo modo, il film non è solo un prodotto da vedere, ma un’esperienza collettiva da vivere, commentare e condividere, consolidando l’importanza del meme marketing come strumento imprescindibile nell’industria cinematografica moderna.
L’altra faccia della medaglia è che tutti questi contenuti possano anche far pensare di aver già visto tutto e far sparire la magia che spinge a entrare in sala. Non è un caso quindi che alcuni registi decidano di adottare la strategia completamente opposta: Paolo Sorrentino, con il suo film La Grazia, uscito nelle sale lo scorso agosto, ha deciso di non far trapelare nulla della trama, restituendo al suo pubblico la sorpresa di scoprire la sua pellicola direttamente in sala.
Si tratta quindi di una strategia che funziona, ma da dosare adeguatamente, per permettere al cinema di rimanere un’esperienza da vivere in sala e non solo da scrollare sui social.
