RadioSapienza

Il Futuro Ascoltalo QUI. La radio ufficiale della Sapienza

Super Bowl e Cerimonia Milano-Cortina: le nuove frontiere della comunicazione e della politica

Qualche giorno fa  a San Francisco, è andato in scena il Super Bowl, l’evento sportivo più importante dell’anno per milioni di tifosi statunitensi; mentre solo pochi giorni fa, venerdì 6 febbraio, nel teatro dello stadio San Siro, si è tenuta la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici invernali di Milano – Cortina 2026. Cosa hanno in comune questi due eventi? Combinano sport, moda, musica, cultura pop e, soprattutto, politica – non senza vistose polemiche. Sono entrambe l’ennesima dimostrazione di quanto la comunicazione politica non possa più essere esclusa dagli interessi dello spettacolo e del grande pubblico, specie per le fasce di giovane età.

Il Super Bowl sarebbe la partita che conclude il campionato nazionale di Football americano, ma da anni è famoso in tutto il mondo solo perché gli USA, come sempre in grande stile, organizzano per l’intervallo fra i due tempi della partita imponenti performance, tenute di anno in anno dai più “in” degli artisti del momento: quest’anno l’onore è toccato al neo-vincitore dei Grammy, Bad Bunny, un cantante portoricano. Si tratta di una scelta che molti hanno interpretato come in contrasto con le politiche antiantimigratorie azionaliste dell’attuale amministrazione Trump. L’artista sudamericano non solo ha imbastito uno show di tutto rispetto, con una scenografia elaborata e tipica, con artisti ospiti del calibro di Lady Gaga, Pedro Pascal, Cardi B e Ricky Martin, ma ha inoltre inserito nella performance riferimenti che sono stati letti come una critica alle pratiche dell’ICE e come un sostegno alle proteste nate attorno alle politiche statunitensi. Bad Bunny alla fine dello show ha celebrato l’America, il continente, non solo lo Stato a stelle e strisce, con tutti i suoi componenti, e ha di nuovo ribadito l’importanza di combattere l’odio dilagante nei confronti degli immigrati.

Nel frattempo, però, per la prima volta nella storia recente del Super Bowl Half Time Show, una rete televisiva di orientamento conservatore ha scelto di non trasmettere la performance, proponendo una programmazione alternativa. Secondo alcune comunicazioni alla Casa Bianca si sarebbe guardato questo secondo concerto, ma alla fine dello spettacolo sul profilo ufficiale del presidente Donald Trump è apparso un tweet in cui l’esibizione veniva definita “inguardabile” e “un oltraggio all’America”, secondo una retorica già utilizzata in altre occasioni. Eppure, mentre Trump asseriva che “nessuno capisce una parola di quello che dice questo tizio” [ndr.] BaBadunny – le principali emittenti televisive del Paese hanno confermato che è stato il Half Time Show più visto di sempre.

Una dinamica, quella del Super Bowl, che ricorda abbastanza quella catena di  gaffe e polemiche varie che hanno investito anche la cerimonia di apertura dei Giochi di Milano-Cortina per la quale sono scesi in campo i giornalisti RAI a cui è stata imposta la conduzione. Seppur sui social si sia subito sottolineata la superiorità con la cerimonia di apertura che fu tenuta dai Francesi, è altrettanto innegabile che alcune scelte editoriali, interpretate da parte del pubblico come una forma di censura nei confronti del cantante Ghali, le gaffe dei conduttori che hanno scambiato l’attrice italiana Matilda de Angelis per la cantante americana Mariah Carrey e non solo, e i continui passaggi di testimoni fra i conduttori hanno contribuito a rafforzare l’impressione di una gestione televisiva incerta, che sembrava faticare a tenere insieme racconto spettacolare e contesto polemico sull’attualità e sulla televisione stessa – come la discutibile strategia di censura che è stata evidente su alcuni profili social. Tutto ciò ha alimentato il dibattito su quanto poco le strategie tradizionali di controllo dell’informazione siano efficaci nell’attuale ecosistema digitale.

Aspre critiche sono arrivate all’organizzazione dello spettacolo anche per la presenza alla cerimonia di una figura politica come J.D. Vance, vice di Donald Trump, che è stato scortato attraverso Milano da stessi agenti dell’ICE. La notizia ha fatto sì che nella giornata di venerdì scorso molti studenti e giovani milanesi abbiano deciso di scioperare e protestare contro questa scelta percepita da parte di studenti e attivisti come politicamente significativa e controversa.

Insomma, sono giorni di riflessione per le televisioni nazionali in cui aleggia un certo imbarazzo anche in vista dell’attesissimo appuntamento sanremese, mai così controverso e divisivo per gli italiani come quest’anno. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è espressa pubblicamente e ha definito le proteste contro le Olimpiadi come un attacco all’immagine del Paese e al lavoro di chi è coinvolto nell’organizzazione dei Giochi. La Meloni ha anche espresso solidarietà al comico Andrea Pucci che nelle scorse ore ha pubblicamente rinunciato a co-condurre una delle serate del Festival a causa delle aspre critiche che gli sono state mosse sui social riguardo a sue battute giudicate troppo offensive e di schieramento. La Presidente del Consiglio ha parlato di “deriva liberale”.

Super Bowl, Olimpiadi e Festival di Sanremo dimostrano che oggi nessun grande evento può più sottrarsi al confronto con l’attualità politica e sociale. Tentare di neutralizzarla, censurarla o ridurla a rumore di fondo non fa che amplificare il conflitto, soprattutto in un ecosistema dominato dai social network. La vera frattura, più che tra destra e sinistra o tra pubblico e artisti, sembra ormai essere tra un sistema mediatico tradizionale che prova a controllare il racconto e una generazione che pretende di parteciparvi, discuterlo e metterlo in discussione. Ignorare questa trasformazione significa perdere il pubblico, prima ancora del consenso.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi