Quante volte ci è capitato di fare il rewatching della stessa serie tv che ormai conosciamo a memoria, pur avendo una lista infinita di “film o serie tv da guardare prima di morire”?.
Le piattaforme streaming ormai continuano a proporci ogni giorno nuovi titoli potenzialmente interessanti, eppure finiamo spesso per premere play su quelle serie viste e riviste di cui conosciamo a memoria battute, scene e contesti.
Non siamo né pigri né pazzi: tutto questo ha una spiegazione scientifica. Esiste, infatti, un motivo preciso per cui non riusciamo a fare a meno di riguardare vecchie serie tv come Friends, HIMYM o Gilmore Girls. La tipica scena è sempre la stessa: siamo sul divano o a letto, stanchi, dopo aver passato un’intera giornata fuori casa, e desideriamo solo rilassarci con qualcosa di calmo e rassicurante in sottofondo, che non richieda troppa attenzione. I cataloghi dei servizi streaming online sono diventati vere e proprie macchine inarrestabili, capaci di offrirci una gamma illimitata di contenuti a portata di click. Questa abbondanza, però, finisce per sopraffarci: la scelta diventa faticosa, quasi insostenibile a fine giornata.
Ogni giorno siamo costantemente circondati da micro decisioni che possono aumentare il nostro carico cognitivo – che mi metto? Cosa devo mangiare? A che ora devo svegliarmi per prendere il treno? Che scadenza ha questo progetto?. Dover anche scegliere e cercare la serie tv giusta che ci possa piacere subito, ci pare difficile. È qui che entrano in scena i vecchi film e le serie del cuore, quelle che ci fanno sentire a casa, e che sappiamo non ci deluderanno.
Lo psicologo Neel Burton, autore di Heaven and Hell: The Psychology of the Emotions, spiega che le serie che tendiamo a rivedere volentieri sono quelle in grado di offrirci conforto o una nuova prospettiva. Ulteriori ricerche scientifiche confermano quanto la ripetizione giochi un ruolo fondamentale nella psiche dell’essere umano. Il sovraccarico cognitivo viene meno quando sappiamo cosa accadrà: amiamo la prevedibilità perché ci permette di anticipare gli eventi e di sentirci, almeno in parte, “nel pieno controllo” della situazione.
È quello che viene definito il comfort narrativo: la sensazione di serenità e sicurezza che proviamo quando ci immergiamo in storie già vissute e conosciute. Le vecchie serie tv o i film storici più amati ci offrono familiarità, conoscendo già personaggi e trama. Sapere cosa aspettarsi genera stabilità e controllo, favorisce, poi, una connessione emotiva profonda con le atmosfere e i protagonisti.
A spiegare questo meccanismo interviene anche il mere exposure effect (effetto della semplice esposizione): più siamo esposti a uno stimolo – una serie, un brano musicale, un libro – più tendiamo a preferirlo, proprio perché il nostro cervello lo elabora più facilmente. Non deve lavorare, in questo modo, nel ricordare nomi dei nuovi personaggi, trame, ambientazioni, riducendo, in questo modo, lo sforzo cognitivo, e favorendo uno stato mentale più rilassato.
Ora che le vacanze si avvicinano, la redazione consiglia di guardare tutte quelle serie tv che incarnano perfettamente questa idea di comfort. A volte, tornare a una storia già conosciuta è il modo migliore per staccare davvero.
