Una pioggia di proiettili uccide tutti gli uomini della scorta dell’onorevole Aldo Moro. Via Fani si macchia di sangue e viene presa d’assalto da giornalisti e curiosi. Arriva anche Eleonora, la moglie dell’ex presidente del Consiglio. Chiede dove sia suo marito, il padre delle sue figlie e nonno di un nipotino. Non lo rivedrà mai più. Era il 16 marzo del 1978.
Due mesi dopo, il suo cadavere verrà ritrovato nel bagagliaio di una Renault 4 trivellato di colpi, a pochi passi dalla sede della Democrazia Cristiana. I suoi mesi di prigionia li ha passati pregando, attendendo che un giorno potesse essere salvato dagli “amici” di partito. Non mangia, scrive soltanto lettere. Le Brigate Rosse, responsabili del sequestro, nascondono in un appartamento uno dei politici più influenti che la storia contemporanea ricordi.
Il triste epilogo di un grande uomo, ricordato per il suo impegno politico ma mai come persona. L’amore per la famiglia, per i suoi studenti, per la Puglia. Appassionato di cinema, soprattutto di film western. La sua ossessione nel verificare che il gas fosse sempre spento. Piccoli dettagli che ricordano una figura delineata solo dalla storia del nostro Paese, mai per il suo privato.
Nato a Maglie, nel Salento, da un ispettore scolastico e un’insegnante di scuola elementare. Dopo la Maturità Classica, sceglie Bari per studiare, in quell’Ateneo che adesso porta il suo nome. Tra un chiosco e l’altro si possono osservare le fotografie d’epoca affisse alla parete per ricordare una sua visita. Si iscrive a giurisprudenza. Anche Palazzo del Prete ha dedicato al suo illustre allievo l’Aula magna, dove all’ingresso c’è una sua statua. Ed era davvero uno studente eccellente, poichè prendeva solo 30 o 30 e lode.
La sua carriera accademica prende il volo in poco tempo, diventando l’assistente del professore Biagio Petrocelli, ordinario di Diritto penale. Ma nel mentre anche la sua carriera politica si era avviata. Chiede quindi il trasferimento a Roma. Se l’Ateneo barese è stato il suo nido, di certo la Sapienza è stata la sua seconda casa. Nonostante le minacce ed il clima sempre più teso, non è mai mancato a lezione. Perché dove ora c’è una corona di fiori, un tempo c’era un pugliese adottato a Roma che voleva solo cambiare le cose.
