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Presentazione del libro “Per un Habeas corpus ‘di genere'” di Francesca Rescigno

Il Giorno 21 ottobre 2022, alle ore 12.00, presso il Palazzo del Rettorato della Sapienza Università di Roma si è tenuta la presentazione del libro: Per un Habeas corpus “di genere”: salute, autodeterminazione femminile, sex and gender medicine di Francesca Rescigno. L’incontro è stato presidiato da Nathania Zevi, giornalista del Tg3, mentre l’autrice ha intrattenuto un dialogo con la rettrice Antonella Polimeni, il presidente emerito della Corte costituzionale Amato, Tommaso Edoardo Frosoni, dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli e Alfonso Celotto, dell’Università degli Studi Roma Tre.

Antonella Polimeni dà inizio all’incontro con la lettura di un messaggio mandato dal Ministro della salute Speranza riguardo al libro in questione. Successivamente espone il suo pensiero su quanto trattato nel libro. Secondo l’autrice la disparità di genere nelle cure mediche rappresenta il fulcro dell’approccio “neutro” che viene preso in medicina, sia in campo di ricerca che in campo clinico. Come la donna viene messa in secondo piano nel mondo medico sanitario e l’autodeterminazione femminile sono i concetti chiave con cui coincide a pennello il pensiero della rettrice. Bisogna cominciare a pensare alla medicina di genere, ma come specificato da Antonella Polimeni: “la medicina di genere non è la medicina delle donne, ma la medicina delle differenze”. Differenziare le diagnosi e le cure in base al genere non significa fare medicina delle donne ma una cura basata sull’individuo.

La conduttrice passa poi la parola al presidente Amato, chiedendo: “Come vengono aggiornati i diritti in base alle trasformazioni della società?” Secondo il presidente della Corte costituzionale, viviamo ancora in un mondo in cui le regole che governano la nostra convivenza sono scritte per lo più da uomini. Quest’ultimi, purtroppo, tendono a prendere in considerazione la controparte femminile solo una volta che i “problemi” diventano maturi. Pone l’esempio del diritto di voto alle donne, ricordando la difficoltà nel ricevere tale possibilità. Un altro caso che viene preso in considerazione è quello dell’adulterio: inizialmente l’adulterio della donna, diversamente da quello dell’uomo, veniva considerato non perdonabile in quanto avrebbe portato al cambiamento del clima familiare. Prima di arrivare a considerare entrambi gli adulerei alla pari, sono dovuti passare svariati anni.Passando al tema del libro, Amato si concentra sul concetto di dignità e autodeterminazione, collegando l’uno all’altro in quanto l’autodeterminazione permette di mantenere la propria dignità. Il presidente dice “chi costringe qualcuno a mettere il velo va contro la sua dignità, come chi lo costringe a toglierlo”.

Una volta salutati la Rettrice e il presidente, il posto viene preso da Tommaso Edoardo Frosoni e Alfonso Celotto.

Frosoni sostiene che l’autodeterminazione sia un fenomeno che va a toccare nelle donne vare questioni e prende in esempio alcuni concetti espressi nel libro, come ad esempio quello della prostituzione chiedendo: “la prostituzione è o non è un atto di autodeterminazione in cui la donna è libera di scegliere come usare il suo corpo?” Successivamente si chiede se un libro del genere tradotto in Cina avrebbe lo stesso effetto e se verrebbe colto. È un libro che ha una visione inevitabilmente occidentale proprio perché queste problematiche e queste attenzioni, nella tutela del corpo delle donne, non sono affrontate abbastanza. In Cina il libro non verrebbe colto come non viene colto il problema, in quanto la donna riconosce la sua subordinazione all’uomo.

Celotto inizia il suo intervento rispondendo ad una domanda della conduttrice. Zevi chiede: “In che modo la parità di genere si è evoluta nella nostra costituzione?”Secondo il professore c’è stato il passaggio dal concetto di sesso a quello di genere, dopo aver appurato la differenza tra i due, la questione del genere non è ancora stata acquisita del tutto dalla nostra cultura. Celotto ringrazia Francesca Rescigno per aver scritto un libro che permette di capire quale sfida deve accompagnare la nostra società.

Per concludere la presentazione del libro, la parola viene passata all’autrice che inizia il discorso con una sua citazione: “Nascere donna può nuocere gravemente alla salute”. Francesca Rescigno sottolinea che la dignità ha “tanti vestiti” quanti gliene si vogliono mettere, è un paradigma che strattoniamo, usiamo, indossiamo e nel caso del copro delle donne è stato utilizzato per rinchiuderle. “La donna tutt’oggi non è padrona del suo corpo ed essa per questo non può comprendere a pieno la dignità di sé stessa”.  L’autrice conclude ripetendo che la medicina di genere è un terreno importantissimo e che sarà il futuro della medicina.

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