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Libertà sessuale nei Paesi islamici

Lunedì 6 maggio, presso l’Aula Romeo del dipartimento Saras a Piazzale Aldo Moro, si è svolta la conferenza sul tema “Libertà sessuale e diritto nei paesi islamici: problemi e prospettive” tenuta da Deborah Scolart, ricercatrice confermata di Diritto musulmano e dei Paesi islamici e autrice del libro “La Sharì’a e il mondo contemporaneo”, e coordinata dalla professoressa Marianna Ferrara.

Il cappello introduttivo fatto dalla Scolart sull’importanza e l’influenza del Corano nel sistema giuridico dei Peasi islamici è fondamentale per comprendere la natura delle forti restrizioni da parte della legge in campo sessuale. Di fatto nelle zone musulmane la libertà sessuale, tema caldo negli ultimi anni, non esiste.

Questo estremo rigore che l’islam ha verso la sessualità ha radici che affondano nella fede, e proprio a proposito di ciò, Deborah Scolart affronta il tema della discendenza e lo descrive come fattore essenziale in tutte le religioni (per esempio: Gesù figlio di Dio, Ismaele figlio di Abramo), e determinante per conoscere la propria provenienza.

Proprio per questo motivo, i musulmani tendono a frenare l’attività sessuale della donna, poiché storicamente era importantissimo determinare la paternità di un figlio.

Si prosegue trattando il tema del matrimonio, definendolo un contratto di godimento tra due soggetti, poiché il sesso fuori dal matrimonio è un illecito.

La sessualità, quindi è libera solo nel matrimonio, ma deve essere solo finalizzata alla creazione, quindi tutte le altre attività sessuali sono proibite, e questo da motivo a Scolart, di collegarsi al tema dell’omosessualità

Non esiste alcun paese islamico dove l’omosessualità non sia sanzionata poiché i rapporti sessuali tra soggetti dello stesso sesso non sono finalizzati alla creazione.

L’incontro si conclude con le domande del pubblico, che danno modo di approfondire alcuni lati delle restrizioni sulla sessualità e di mettere in risalto quanto la figura della donna nei paesi islamici sia vittima di una tradizione maschilista, che difficilmente muterà nei prossimi anni.

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