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G7 Taormina, di che si parla?

Il 26 e 27 maggio, presso il Palacongressi di Taormina (ME), si svolgerà il quarantasettesimo vertice del G7, il forum politico in vigore dal 1976 al quale partecipano le allora potenze mondiali che diedero via al Gruppo degli 8 (G8, ora sceso a sette membri per la sospensione della Russia a seguito della crisi in Crimea del 2014). Il summit si svolge annualmente, generalmente tra maggio e luglio, e nella sua storia ha visto diverse declinazioni volte alla comprensione delle potenze che nel tempo si sono distinte, giungendo anche a venti stati partecipanti; ad ogni modo, quello ospitato in settimana dall’Italia prevede la consueta formula: Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito, Stati Uniti d’America, rappresentanti della Commissione europea seppur non facenti parte dei sette (gli altri paesi Unione europea vengono da questi rappresentati, anche se l’Ue non può ospitare vertici o presiederli).

 

L’idea del G8 nacque a fronte della recessione globale scaturita dalla crisi petrolifera del 1973 e smosse le principali potenze mondiali dell’epoca che si misero letteralmente “a tavolino” alla ricerca di una soluzione. Da quell’anno in poi, si è consolidata la prassi che vede riunite le storiche potenze mondiali. Nel XXI secolo, l’Italia è stata teatro del summit nel 2001, la cui data porta con sé il ricordo dei tristi fatti di Genova, e nel 2009, la cui località venne spostata dall’isola de La Maddalena a L’Aquila a seguito del terremoto che colpì il capoluogo abruzzese nello stesso anno. Come di consueto, la manifestazione-incontro viene accompagnata da una serie di riunioni incentrate su una data tematica e capitanate dai ministri in materia di ogni singolo paese; si sono già svolti i summit di Cultura, Energia, Esteri, Finanze e seguiranno Ambiente, Trasporti, Industria, Scienza, Lavoro, Agricoltura, Salute. Quest’anno i primi ministri si incontreranno al G7 di Taormina, ma di cosa si parlerà?

 

Taormina è stata scelta dall’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, a sua detta a causa della battuta di un leader internazionale che durante un incontro avrebbe additato la Sicilia quale terra di mafia; inoltre, la voglia di far luce su un territorio al centro dei flussi migratori che comprendono Europa, Medioriente e Africa bianca, ha portato i vertici italiani a scegliere la regione meridionale italiana. Parteciperanno al G7: Justin Trudeau per il Canada; Emmanuel Macron per la Francia; Angela Merkel per la Germania; Paolo Gentiloni per l’Italia; Shinzō Abe per il Giappone; Theresa May per il Regno Unito; Donald Trump per gli Stati Uniti d’America; Jean-Claude Juncker e Donald Tusk per l’Ue.

 

Il gruppo che siederà allo stesso tavolo non sarà scevro di tensioni: Theresa May porterà con sé il peso della Brexit e non scambierà di certo sguardi amorevoli con i commissari europei, mentre Macron, alla prima apparizione al summit, confermerà molto probabilmente le intenzioni europeiste esposte in campagna elettorale; Donald Trump avrà gli occhi puntati addosso non per le solite frasi antieuropeiste, ma per la bagarre incorso scaturita dal Russiagate. Si prevede un G7 all’insegna dell’anti-protezionismo, dell’apertura dei mercati, mentre un orecchio di ogni presente sarà teso in direzione di Vienna, dove parallelamente si svolgerà il vertice dell’Opec (Organization of the Petroleum Exporting Conuntries, Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio).

 

Ovviamente, uno dei temi principali del summit saranno i flussi migratori che scuotono l’Europa da diversi anni. L’acuirsi della crisi in Medioriente, in particolare in Siria, influisce direttamente sulla questione migranti e sulle risposte che la comunità, continuamente fiaccata dalle forze centrifughe che avanzano politicamente in ogni stato europeo, deve dare agli stati membri: Brexit, Isis, Corea del Nord porteranno i leader a lunghi confronti. Si parlerà anche di crisi mondiale, sfide energetiche, sostegno alla cultura, tutela dell’ambiente, sicurezza alimentare e clima. A termine dei due giorni di riunioni verrà prodotto il consueto documento, la dichiarazione congiunta in cui verranno riassunte le conclusioni riassunte.

 

Un comunicato che con grande probabilità porterà con sé le consuete polemiche ad esso collegate: i precedenti sono spesso risultati vaghi e mancanti di soluzioni repentine o decise sui temi discussi. Non pochi accusano il G7 di essere un evento che si svolge per “due chiacchiere” e fotografie tra leader mondiali. Ad ogni modo, la sicurezza per l’evento ha raggiunto livelli abnormi: città e paesi limitrofi saranno blindatissimi e l’area centrale sarà a sua volta divisa in due zone: area ad accessi riservato e zona di massima sicurezza. Verranno impiegate settemila unità delle forze di polizia e militari, secondo il «mirato potenziamento e l’intensificazione delle attività necessarie ad innalzare gli standard di sicurezza delle località interessate», a detta del ministro dell’Interno Marco Minniti. Una Taormina blindata, quindi, sede di un incontro per il quale molti auspicano soluzioni intelligenti e concrete.

 

Andrea Graziano

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