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Calvino su Calvino: interpretazioni dell’immaginari calviniani di Vagnoli, Gheno e Fois

Più Libri Più Liberi, Calvino su Calvino

Sabato 9 dicembre, la Fiera Nazionale della Piccola e Media editoria Più Libri Più Liberi, ha dedicato parte degli incontri della penultima giornata a Calvino. In uno degli incontri si è cercato di sviscerare e risaltare l’autore attraverso il suo eclettismo, lasciando a Carlotta Vagnoli l’approfondimento su Calvino e la Resistenza, Vera Gheno su La lingua di Calvino e Marcello Fois su Calvino e l’avventura.

Sfaccettature calviniste: tra linguaggio, politica e contatto con il mondo

Parlare di Calvino significa parlare non soltanto dello scrittore, ma anche della persona che inevitabilmente racchiude e contamina nella sua arte e nelle sue opere il proprio vissuto. Calvino  cresciuto durante la Seconda Guerra Mondiali si ritrova ad appoggiare i partigiani e diventare membro della Resistenza. La scelta di appartenere alla Resistenza e andare contro il regime, come anche sottolinea Carlotta Vagnoli, è del tutto casuale il più delle volte: “la Resistenza è stato il movimento trasversale più grande della nostra storia, perché comprendeva chiunque: monarchici, repubblicani, anarchici, preti, avvocati, contadini, comunisti da grande nucleo principale. Era sicuramente rappresentativa di una sinistra marxista ben sviluppata, però moltissime di queste identità tra di loro non si erano mai parlate, quindi c’era anche una sorta di disorganizzazione su quello che matura negli anni di lotta sulle montagne“.

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Carlotta Vagnoli e Marcello Fois, Più Libri Più Liberi

Nel suo libro Sentieri dei nidi ragno Calvino già fa presagire il suo concetto di bene e male, e quindi di giusto e sbagliato. Tuttavia, lo scrittore non espone mai direttamente il suo pensiero, ma fa parlare il protagonista, Pin, che mette in luce “un elemento magico e fantastico: il sentiero dei nidi di ragno“. Il magico e il fantasy è qualcosa che riverbera negli scritti di Calvino dal Visconte dimezzato al Barone Rampante, dal Cavaliere Inesistente fino al Castello dei destini incrociati, in tutti questi casi si sottolinea come “la resistenza è qualcosa di frammentato” e mai di certo e consolidato.

L’intreccio e il vortice di significati e di realtà è essenza stessa di Calvino. “È un cultore della materia prima letteraria. Non gradisce gli accostamenti, artisti non gradisce la narrazione in rapporto alla propria esistenza, ma la narrazione in rapporto alla narrativa” – come ha affermato Marcello Fois –lui riesce nel miracolo di apparire senza esserci. I suoi eroi sono osservatori privi, d’istinto”.

Tra le caratteristiche calviniste c’è senz’altro il linguaggio. Calvino crea un modo di comunicare e far comunicare le sue opere in maniera magica: con il meta-testo. Il meta-testo è ciò che trasforma i libri dell’autore in un susseguirsi di testi, immagini e personaggi di cui le storie sono dentro ad altre storie generando una spirale.

In molti testi di Calvino emerge “l’approccio sinestetico, ossia quando un testo non parla solo a chi legge, ma parla a tutti i sensi. Lo sentite il testo? – ha chiesto Vera Gheno rivolgendosi al pubblico – Lo potete annusare, lo potete succhiare, lo potete mordere. Sentite il rumore dello strappo della pagina, sentite il duro delle fibre”.

Indubbiamente uno dei capolavori di Calvino che anche hanno lasciato il segno nel suo essere scrittore è Lezioni Americane in afferma “mi sembra che il linguaggio venga sempre usato in modo molto approssimativo, casuale, sbadato. Ed è proprio un fastidio intollerabile”. 

Che le parole siano importanti oggi più che mai è bene ribadirlo, poiché esse sono origine ed elemento manifesto dell’odio o delle discriminazioni. Dunque, le parole vanno tutelate e protette dall’uso acre e malevolo, atto semplicemente a colpire e ferire.

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Carlotta Vagnoli, Marcello Fois e Vera Gheno