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Tornano i Sapienza Career Days a Scienze Economiche e Giuridiche

Career Day Economia e Scienze Giuridiche

Oggi, 6 marzo 2024, dalle ore 9.30 alle 17, presso la Facoltà di Economia, sono tornati i Sapienza Career Days, con un evento dedicato ai laureandi e laureati in “Scienze economiche e giuridiche”.

Siamo tutti ben consapevoli che il mercato del lavoro è in costante evoluzione e adattarsi rapidamente alle sue dinamiche è diventato sempre più urgente e fondamentale. Ecco che i Career Days forniscono un’occasione per approcciarsi al mondo del lavoro ed essere al passo con le nuove tendenze e strategie di carriera.

L’evento organizzato dalla Sapienza, in tal caso, permette l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in campo economico e giuridico, coinvolgendo imprese, studi legali e istituzioni che, presso i desk allestiti nell’atrio della facoltà, sono a disposizione, nell’arco dell’intera giornata, per incontrare studenti e laureati delle Facoltà di Economia e Giurisprudenza.

Tra le 10 e le 12.30 si è svolto, nella Sala delle Lauree, il Seminario di orientamento al lavoro ed employability. A tenere il primo intervento, denominato “personal branding”, è stata Luisa Nocito, referente di Umana. La relatrice si è soffermata in particolare sull’importanza del concetto di soft skills. Mentre le hard skills sono quelle competenze relative al contesto didattico e formativo, le soft skills sono competenze trasversali, si tratta di abilità personali sviluppate nel corso della vita che non sono esclusivamente relegabili alla sfera del cognitivo, bensì interessano anche il carattere, la personalità e il modo di vivere del candidato.

Per individuarle è necessario ragionare su sé stessi, tenendo in considerazione ciò che dicono di noi le persone che ci circondano, che ci conoscono e ci vivono nei più svariati contesti di vita quotidiana, a partire dallo sport, dalla famiglia, fino ad arrivare ad amici e professori. Scavare tra le caratteristiche affibbiateci dalle persone che abbiamo attorno ci permette di delineare quella sfera di qualità personali che possiamo usare con lo scopo di descriverci al meglio durante un colloquio di lavoro, in quanto, a oggi, le capacità intellettuali e le conoscenze tecniche non sono più considerate sufficienti per conoscere al meglio un candidato. L’individuazione delle soft skills ci dà la possibilità di ottenere un accesso preferenziale, di differenziarci dagli altri, colmando il gap presente tra un candidato adeguato e uno ideale. Queste abilità evolvono nel tempo insieme alla nostra personalità, in base alle esperienze che facciamo, mantenendo attivo e costante il ragionamento su noi stessi riguardo l’area relazionale, l’area cognitiva e del pensiero, l’area emotiva e quella organizzativa.

A questo punto la relatrice ha affermato che tali skills sono estremamente utili nel mondo del lavoro, in particolare quelle identificabili con l’assertività e la comunicazione efficace, le capacità comunicative e di persuasione, la proattività, la flessibilità, la creatività e il problem solving, così come la fiducia in sé stessi, la gestione dei conflitti e dello stress, l’orientamento al risultato, la gestione del tempo, l’affidabilità e la riservatezza nei contesti economico-giuridici.

Tutte queste skills, unite a quelle tecniche, rappresentano la nostra immagine. Ecco che realizzare un brand consiste proprio nel creare un’immagine ben definita di noi stessi che debba includere l’identità di valori, creare delle aspettative e delle emozioni e delineare alcuni obiettivi specifici. Creare la propria immagine è il primo passo del personal branding, per poi strutturare un network adeguato al proprio brand, istituendo uno specifico tipo di target e strutturando una rete efficace al proprio obiettivo, in modo da chiarificare le idee e comprendere per quale tipologia di aziende si può risultare interessanti.

Luisa Nocito, infine, ha trattato il tema di Linkedin, uno strumento oggi fondamentale, che costituisce una porta aperta su tutte le aziende. Grazie a esso è infatti possibile approcciarsi con i vari recruiters, carpire la loro tipologia di gavetta e cogliere elementi utili dalla loro esperienza. Linkedin, dunque, non è solo un portale di ricerca lavoro ma anche una vetrina effettiva per i candidati e per le aziende.

A questo punto la parola è passata a Monica Scappa, referente dell’Orienta, la quale ha sostenuto che il modo di cercare lavoro è cambiato negli ultimi anni, quindi anche l’approccio del recruiting è mutato, il modo di fare selezione. I social oggi hanno un potente impatto sul mondo del lavoro: oltre Linkedin anche Facebook, Tik Tok, Instagram e altri fanno parte di tale contesto ed è importante, per cercare lavoro, essere presenti e attivi su questi canali, inserendo dati chiari e che descrivano al meglio e sinteticamente il proprio profilo, in modo efficace ed efficiente.

Infatti l’importante non è solo ciò che si comunica ma come lo si comunica. Riguardo ciò veicolare la propria immagine finalizzandola all’accesso a una specifica azienda prescelta, informarsi sul contesto a cui si va incontro e sugli eventi a cui partecipa l’azienda crea ciò che è il networking, ovvero un’attività di relazione all’interno di un social che ci permette di creare contatti efficaci per il raggiungimento di un obiettivo e per realizzare un circuito di visibilità insistita in quella specifica community, commentando o supportando determinati dettagli che andranno a implementare l’algoritmo. Si crea in tal modo una fitta rete in networking.

Viviana Roggia, referente di Manpower, è intervenuta in tal senso trattando le modalità con cui costituire la myself presentation. Ha affermato che le nuove tecnologie, in accordo anche con il pensiero di Daniele Marcocchia, referente dell’Adecco Italia, hanno rivoluzionato gli ambiti della vita professionale, del mondo del lavoro e della modalità di ricerca del lavoro stesso. In quest’era, infatti, non è importante solo essere presenti, bensì esserlo nel modo corretto e per fare ciò, talvolta, può essere necessaria una guida. Infatti Manpower ha condotto un’indagine per capire le esigenze della generazione Z. Da tali ricerche è stato dedotto che più della metà di tale fascia di popolazione si rende disponibile a sottoporsi all’aiuto di un recruiter per essere supportata nella ricerca del lavoro, con adeguati consigli e modalità di approccio al talento e all’eventuale carriera.

È poi intervenuta Daniela Vellucci, referente della Randstad Italia, la quale ha spiegato quali sono i metodi principali per rendere efficace una candidatura, sottolineando che ciò che contraddistingue un candidato è la sua persona, la self awareness, le soft skills e soprattutto la conoscenza del mercato e del settore in cui tenta di immergersi.

Infine Giulia Forcellini e Davide Cicoira, in rappresentanza del Gi Group, hanno trattato la gestione dei colloqui, chiarendo che il processo di selezione prevede una candidatura iniziale, uno screening da parte dell’azienda, una phone interview, un colloquio individuale o di gruppo, un test per comprendere le capacità e le competenze del candidato e un feedback finale. Hanno approfondito l’argomento chiarendo che durante la phone interview si ha un primo contatto tra candidato e selezionatore, specificando che è un valido strumento di selezione a distanza, un momento in cui serve attenzione, concentrazione e dedizione. Se l’esito della phone interview risulta positivo, si può poi procedere con il colloquio individuale in presenza, è questo un momento di confronto in cui ci si conosce e si parla di sé, ovviamente in funzione di un approccio professionale, analizzando le competenze tecniche e personali, trasversali e manageriali.

Intervista a Daniela Vellucci, referente di Randstad Italia

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