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Presentato al Salone d’Onore del Coni il Sei Nazioni 2019

Lunedì 21 gennaio, presso il Salone d’Onore del Coni, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Guinness Sei Nazioni 2019 che, come di consueto, vedrà la Nazionale di rugby, insieme a quella femminile e Under 20, affrontare le squadre più forti dell’emisfero boreale.

Sarà un’edizione particolare quella che inizierà il prossimo primo febbraio: è il ventesimo anno in cui l’Italia, accettando l’invito dell’allora “Cinque Nazioni” è entrata nell’élite del rugby europeo. In più i match di quest’anno saranno un importantissimo test in previsione dei Mondiali, che si svolgeranno in Giappone nel mese di settembre.

La conferenza è stata aperta e coordinata da Andrea Cimbrico, Responsabile della Comunicazione della Federazione Italiana Rugby. Dopo aver ringraziato gli ospiti presenti, ha parlato dei vent’anni dell’Italrugby nel Sei Nazioni e dell’importanza del torneo di quest’anno in previsione dei Mondiali giapponesi.

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che ha fatto “gli onori di casa”, è stato il primo delle personalità a prendere la parola. Ha ringraziato Discovery – l’emittente televisivo che trasmetterà integralmente l’evento, live e in chiaro su DMAX, canale 52 del digitale terrestre – per aver investito nel progetto, “ci ha permesso una grande visibilità”. Di qui la necessità da parte del Coni di dare visibilità a tutti gli sport, poiché, come afferma lo stesso Malagò, “è impressionante quanto si sia allargata la platea delle discipline sportive”. Ha spiegato anche l’importante sinergia con la città di Roma ai fini della riuscita della manifestazione (con la capitale che ospiterà quest’anno ben tre partite). Infine ha rimarcato l’unicità di uno sport come il rugby, “diverso ma in positivo”, visto il legame a doppio filo con i valori e la tradizione.

A seguire è intervenuto Alfredo Gavazzi, il numero 1 della Federazione Italiana Rugby (F.I.R.). che ha esordito ricordando l’enorme crescita che il movimento rugbistico italiano ha avuto negli ultimi 20 anni, sia a livello di tesserati che di interessamento degli sponsor.  Dopo aver dichiarato l’obiettivo della Federazione per questa edizione – “raggiungere 150mila presenze nelle tre partite” –  ha evidenziato tutti i vantaggi che offre l’andare a vedere una partita allo stadio: dalla presenza del Terzo Tempo Village, per un intrattenimento nel pre e nel post-partita, alla possibilità dei possessori del biglietto di visitare oltre 15 musei statali e civici della Capitale. È un’intenzione primaria della Federugby la coniugazione tra sport e cultura, perché “lo sport è cultura” ha affermato Gavazzi. Ha inoltre sottolineato come “dal 5 febbraio Roma sarà la casa della Nazionale”.

Dopo il Presidente Gavazzi è stata la volta di Marcello De Vito, Presidente dell’Assemblea Capitolina, in rappresentanza del Comune di Roma e della sindaca Virginia Raggi. De Vito ha rimarcato l’orgoglio di poter ospitare questo evento per il ventesimo anno di fila. “Abbiamo lavorato per favorire la partecipazione cittadina al massimo, creando anche percorsi sostenibili per andare allo stadio, e per fare avvicinare i più piccoli a questo nobile sport che è il simbolo di valori positivi come la lealtà, il sano agonismo, il rispetto e l’inclusione”, ha dichiarato. Il connubio tra sport, cultura e accoglienza è il motore che lega Roma al rugby, per offrire il meglio ai visitatori (anche stranieri: gallesi, irlandesi e francesi) che verranno nella Capitale.

Ai saluti ha partecipato anche Alberto Minali, Amministratore Delegato di Cattolica Assicurazioni, main sponsor della Nazionale, esprimendo la soddisfazione della Compagnia di poter supportare per la prima volta la F.I.R. in un evento di fama mondiale come quello del Sei Nazioni.

A concludere gli interventi della mattinata è stato Alessandro Araimo, Amministratore Delegato di Discovery Italia, ha affermato come il “Sei Nazioni sia un evento bellissimo da vedere” e che dal punto di vista televisivo abbia una visibilità in crescita, che diventa “comparabile con quella delle partite di calcio”. Inoltre ha voluto evidenziare l’importanza del rugby che si pone come “trasmettitore di valori”, mostrando un video per lanciare una campagna di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, fatta dal gruppo Discovery con la partecipazione dei giocatori della Nazionale maggiore – che, nella conferenza stampa, avevano i caratteristici segni rossi sulle guance per sostenere la campagna.

Dopo un break, ci si è immersi nel contesto più prettamente tecnico della giornata con la presentazione delle squadre e con le parole dei c.t. e dei capitani delle tre nazionali. In primis la Nazionale Under 20, che viene da risultati di prestigio: il quarto posto dell’ultimo Sei Nazioni e l’ottavo dell’ultimo Mondiale. Il c.t Fabio Roselli ed il capitano Matteo Fischetti hanno espresso la volontà di migliorare ulteriormente il gruppo degli azzurrini che, va da sé, è sempre in ricostruzione.

Anche le donne, guidate dal coach Andrea Di Giandomenico, stanno vivendo una crescita evidente delle prestazioni: lo testimoniano le vittorie di novembre con Scozia e Sudafrica ed il 7° posto del ranking. Sia Di Giandomenico che la capitana Manuela Furlan hanno confermato la crescita ma al contempo la consapevolezza di avere ancora margini di miglioramento. Ultime battute dedicate alla Nazionale seniores, con il c.t. Connor O’shea che ha spiegato come il livello di quest’anno sia altissimo (“il Sei Nazioni più competitivo degli ultimi 10 anni”) ma che l’Italia è competitiva quando esprime il suo massimo livello. Il tecnico irlandese ha espresso la volontà di mostrare la crescita del gruppo, con l’ambizione di vincere le partite di Roma e quella in Scozia. Dello stesso avviso è Sergio Parisse, il capitano recordman di presenze con la maglia azzurra: “ci aspettiamo risultati positivi” ha dichiarato, “con un gruppo importante per il futuro ma anche per il presente”. Il focus è subito sull’esordio a Murrayfield, una partita da affrontare con “rispetto ma ambizione”.

Radio Sapienza ha intervistato Andrea Lovotti, pilone sinistro delle Zebre Rugby, che ha all’attivo 30 caps in Nazionale. È un punto cardine del progetto di O’Shea: è stato infatti presente in tutte le partite degli ultimi tre Sei Nazioni. Nell’intervista che trovate in basso si è parlato degli obiettivi che l’Italrugby per questo Sei Nazioni, anche in previsione del Mondiale giapponese di settembre.

      Intervista ad Andrea Lovotti

Calendario del Sei Nazioni 2019

1° giornata:

Francia v Galles, venerdì 1 febbraio, 21, Stade de France (Parigi)
Scozia v Italia, 2 febbraio, 15.15, Murrayfield (Edimburgo)
Irlanda v Inghilterra, 2 febbraio, 17.45, Aviva Stadium (Dublino)

2° giornata:

Scozia v Irlanda, 9 febbraio, 15.15, Murrayfield (Edimburgo)
Italia v Galles, 9 febbraio, 17.45, Stadio Olimpico (Roma)
Inghilterra v Francia, 10 febbraio, 16, Twickenham (Londra)

3° giornata:

Francia v Scozia, 23 febbraio, 15.15, Stade de France (Parigi)
Galles v Inghilterra, 23 febbraio, 17.45, Principality Stadium (Cardiff)
Italia v Irlanda, 24 febbraio, 16, Stadio Olimpico (Roma)

4° giornata:

Scozia v Galles, 9 marzo, 15.15, Murrayfield (Edimburgo)
Inghilterra v Italia, 9 marzo, 17.45, Twickenham (Londra)
Irlanda v Francia, 10 marzo, 16, Aviva Stadium (Dublino)

5° giornata:

Italia v Francia, 16 marzo, 13.30, Stadio Olimpico (Roma)
Galles v Irlanda, 16 marzo, 15:45, Principality Stadium (Cardiff)
Inghilterra v Scozia, 16 marzo, 18, Twickenham (Londra)

*N.B. Le partite del Sei Nazioni 2019 verranno trasmesse live ed in esclusiva su DMAX (canale 52 del digitale terrestre). Le partite della Nazionale femminile verranno trasmesse in diretta su Eurosport 2, mentre la Nazionale Under 20 verrà trasmessa sui canali Facebook e YouTube della Federugby.

Enrico Salvi, Daniele Valentino

 

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