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Miracoli Metropolitani dall’11 al 23 gennaio 2022 al teatro Vascello

Dall’11 al 23 gennaio 2022, al teatro Vascello, si tiene uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo : Miracoli Metropolitani. La sua squadra artistica è composta dal drammaturgo e regista Gabriele Di Luca, e di due altri registi, Massimiliano Setti e Alessandro Tedeschi. Con questo testo, Gabriele Di Luca, è stato selezionato come autore italiano nel progetto americano Italian Playwrights Project 3a Edizione (2020/22), finalizzato alla promozione della scrittura creativa contemporanea.

Ci sono diverse categorie di prezzo, e anche la possibilità di sottoscrivere card abbonamenti, che permettono di vedere diversi spettacoli al teatro Vascello.

La scrittura di Miracoli metropolitani è iniziata prima dell’emergenza sanitaria del Covid-19, già immaginando una società chiusa in casa. All’esterno i trasporti sono fermi, la disoccupazione tocca il 62%, le attività commerciali falliscono quotidianamente. L’esplosione delle fogne è il simbolo di un pianeta che si rivolta concretamente all’uomo. Per riaffermare sé stesso e ribellarsi a decenni di incurie, prevaricazioni e abusi ambientali. Durante la stesura, quindi, alla domanda « Come si comporterebbe l’uomo di fronte a una tragedia di questa portata  Sarebbe capace di riconoscere i propri errori e cambiare rotta, o ancora una volta sentirà il bisogno di scaricare ogni sua colpa su un nemico, su un avversario più debole ? »

La scena si svolge in una vecchia carrozzeria riadattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari. Mentre all’esterno le fogne, ormai sature di spazzatura e rifiuti tossici, stanno lentamente allagando la città. Gettando la popolazione nel panico e costringendola ad una autoreclusione forzata in casa.

Si muovono otto personaggi. Plinio, chef stellato un tempo e oggi caduto miseramente in rovina, che coltiva sogni impossibili di riscatto culinario. Mentre la realtà gli impone di cucinare squallidi cibi precotti e liofilizzati importati dalla Cina. Sua moglie Clara, ex lavapiatti e infaticabile arrampicatrice sociale. Che con il tempo si è trasformata in un’improbabile e bizzarra imprenditrice di classe. In eterno conflitto con il marito sulla gestione dell’attività. Igor, figlio di Clara e figliastro di Plinio, un ragazzo di 19 anni, con grossi problemi di disabilità emotiva. Autorecluso ormai da mesi nella propria stanza e ossessionato da un videogame sulla guerra.

Poi, la madre settantenne di Plinio, ex brigatista e femminista convinta, che dopo aver speso la vita ad aiutare i popoli di mezzo mondo nella lotta contro le dittature di destra che li opprimevano, è ora tornata in Italia per combattere la sua ultima battaglia. A causa dell’emergenza fognaria il governo è stato costretto ad emanare un decreto di sostegno per le fasce più deboli della popolazione. Ma ecco che quando tra i beneficiari vengono inclusi anche gli immigrati, violenti gruppi di destra iniziano a perseguitarli e ucciderli impunemente al grido di “Prima la Patria.”

A completare il quadro tragicomico quanto amaro della storia, ci sono poi Cesare. Un aspirante suicida che casualmente entra a far parte della “squadra”. E presto si affezionerà in modo tenero quanto morboso al problematico Igor. Mosquito, un carcerato aspirante attore costretto ai lavori socialmente utili. Grazie ad un accordo tra il direttore del carcere e Clara che lo sfrutta per accedere ai fondi europei. Mohamed, professore universitario in Libano e rider sottopagato e sfruttato in Italia. Infine, Hope, una misteriosa, aggressiva e buffa lavapiatti etiope, che nasconde un grande segreto e obiettivi moralmente discutibili.

Miracoli metropolitani è il racconto di una solitudine sociale personale dove ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, affronta quotidianamente quell’incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civiltà, alla dissoluzione delle relazioni e dell’amore inteso in tutte le sue accezioni. Il mondo di Miracoli metropolitani è stupido. Uno spettacolo dove si ride tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.

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