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La Roma di Caravaggio

Vi sarà sicuramente capitato, camminando per i vicoli della capitale, di perdervi nei meandri di  questa bellezza senza tempo.

Accade spesso nelle grandi città, d’un tratto ti volti e perdi ogni porto sicuro; un iniziale senso di smarrimento pian piano si dilegua lasciando il posto ad un’incombente voglia di andare oltre.

In questi instanti, quando la solitudine di un comune viandante per le vie del centro si fonde alla magia di Roma, avviene quanto di più  sensazionale possa accadere.

E allora cominciamo insieme questo viaggio ideale alle ricerca dei tesori perduti del Caravaggio.

Michelangelo Merisi, in arte Caravaggio, cominciò il suo periodo artistico romano tra il  1595-1596, frequentando il  già noto pittore Lorenzo Carli e il siciliano Minniti in una bottega in via della Scrofa, dove il giovane Merisi trovò lavoro e soggiorno.

Uno degli incarichi più significativi della sua carriera fu quello di decorare, nel 1599, la cappella della chiesa barocca di San Luigi dei Francesi. L’opera è passata alla storia come “Il Trittico su San Matteo” e comprende tre dipinti  ispirati interamente alla vita del Santo. Grazie a quest’opera, Merisi, si aggiudicò il primato di modello tra i giovani artisti dell’epoca.

Proseguendo il nostro cammino ideale, eccoci arrivare nella basilica di Sant’Agostino. Qui è possibile ammirare “La Madonna dei Pellegrini” nota anche come Madonna di Loreto, opera commissionata nel 1604 da Ermete Cavalletti.

Nella Galleria Doria Pamphilj si possono osservare tre stupefacenti opere dell’artista: “La Maddalena Penitente”, “Riposo durante la fuga in Egitto” e “San Giovanni Battista”. La Galleria  Borghese, tuttavia, detiene probabilmente il primato come raccolta di opere dello stesso autore: “Giovane con cesto di frutta”, “Bacco malato”, “Madonna dei palafrinieri” e “Davide con la testa di Golia” sono solo alcuni dei tanti capolavori della storica villa della capitale.

Per concludere il nostro itinerario artistico volto alla scoperta di quest’incredibile autore è opportuno citare “La Deposizione di Cristo dei Musei Vaticani”, opera dal carattere unico, attraverso la quale Merisi raggiunse l’approvazione e il consenso unanime dei critici contemporanei.

Che dire ancora? Roma è immersa nella bellezza, una bellezza che sfida tempo e quella frivolezza, divenuta ormai la costante di una vita che scorre veloce. Eppure, tra il suono di un clacson, un incontro imprevisto e un pranzo di lavoro, la bellezza è lì, inerme. Basta trovarla.

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