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Il “serbo-croato” come un riequilibrio linguistico

La lingua

La lingua è sempre stata importante per comunicare ed è stata sempre considerata un veicolo linguistico per collegare diversi mondi  in ramificazioni diverse tra loro. Uno dei semiotici più importanti, Ferdinand de Saussure (1857-1913), è stato appunto dell’ idea che la lingua sia stata un ponte tra il potenziale umano e quello umanistico tanto da diventare protagonista di un vero e proprio fatto sociale. La lingua è esistita grazie all’uomo però non ha preso il sopravvento sul potenziale umano prima dell’uso della parola stessa.

Morfologia, sintassi e fonetica sono dei bisogni umani nell’uso di una lingua e stanno a rafforzare anche il valore del popolo che usa quella lingua per comunicare.

Nell’uso di una lingua è sempre stata rilevante la politica ed essa si è instaurata come forma di forza per una identità linguistica più evidente senza bisogno di una bandiera.

È questo il caso della lingua serbo-croata dei paesi della Ex-Jugoslavia sempre risultante come lingua slava meridionale ed essa è sopravvissuta anche dopo lo scorporamento della stessa Jugoslavia. Il “serbo-croato” è sempre stato una lingua ufficiale per la Federazione al di là della Slovenia e della Macedonia con una proprietà linguistica a sé stante.

Oggi esistono due ex-panorami, quello geografico-politico e quello linguistico, essi si sono fatti compagnia per diverso tempo. Bisogna dire, però, che anche se non esiste più quella parte politica continua a vivere la lingua serbo croata anche se ogni Stato pretende una sua identità linguistica. Non si può chiedere ad un montenegrino di parlare serbo quando avrebbe una sua proprietà linguistica.

Oggi in Serbia l’alfabeto cirillico si ritrova ad essere una vera presenza linguistica ed invece quello latino dal 2006 è in una posizione inferiore anche se sempre presente. Questi alfabeti in Bosnia vengono insegnati fin dalle elementari e il quotidiano «Oslobodenje» negli anni ’90 stampava alcune pagine sia in cirillico che in latino solo che oggi la stampa pubblica con una linguistica più moderna. Nell’attuale Croazia il cirillico è stato bandito e non vogliono più sapere di un suo riutilizzo. Infatti è stata proprio la Croazia a muoversi per una pulizia linguistica.

 

Filippo Sansa

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