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La Coppa Davis alla Sapienza unisce sport e saperi

La Coppa Davis alla Sapienza unisce sport e saperi

In data 24 aprile 2024, presso l’Aula 500 Falcone Borsellino della Facoltà di Giurisprudenza, ha avuto luogo l’esposizione del trofeo “Coppa Davis”, di recente conquistato dalla nazionale italiana tennis capitanata da Filippo Volandri. L’evento è iniziato con l’intervento del Preside della Facoltà di Giurisprudenza Oliviero Diliberto, il quale ha subito esplicitato la sua gratitudine per la possibilità di poter ammirare dal vivo, e all’interno di un’aula universitaria, il premio tanto atteso. Ecco che la riconoscenza manifestata dal Preside e da tutti i presenti deriva dalla tanto bramata legittimazione del concetto di sport all’interno del mondo della cultura. L’intento di tale incontro è stato dunque proprio quello di ribadire ancora una volta e radicare nelle menti di tutti la fruttuosità del connubio tra saperi e sport.

Ecco che su tale argomento la parola è passata a Luisa Avitabile, Direttrice del Dipartimento di Scienze giuridiche, la quale ha citato l’importanza dell’ottenimento del concetto di sport nella Costituzione Italiana, introdotto mediante il nuovo comma in modifica dell’articolo 33, approvato all’unanimità dalla Camera il 20 settembre 2023.La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”, è con tale predisposizione che diffondere lo sport diviene un impegno civico e sociale e in tale ambito il sapere giuridico, ha spiegato la Direttrice, può favorire la struttura di una competizione equilibrata e portare avanti i valori di condivisione, solidarietà, pace e pari opportunità.

Sono poi intervenuti Domenico Mezzacapo, Direttore del Master in Diritto e Sport, e Maria Cristina Limatola, Prorettrice per lo Sport e benessere. Entrambi hanno fatto riferimento al contesto in cui si è raggiunta la vittoria italiana, risultato di una programmazione caratterizzata dall’abdicazione degli allenatori, dal talento degli atleti, dalla competenza della dirigenza e da emozioni positive quali il compiacimento per il bel gioco, la soddisfazione ma anche l’ammirazione, il rispetto e la coesione. Ecco che lo sport si configura come uno strumento unico e ineguagliabile di comunicazione e diffusione di messaggi, delineando i tratti della speranza che il buon senso si contagi nel mondo, sulla base di quei valori positivi che la Sapienza riconosce e in cui crede fermamente. È infatti anche al livello scolastico che la nostra Università si rende promotrice di tali principi, supportando gli studenti atleti, offrendo loro servizi studiati per le varie esigenze, riconoscendo crediti formativi agli studenti sportivi che eccellono nelle loro performances e offrendo la possibilità di iscriversi agli appelli straordinari per il sostenimento degli esami. Sapienza si riconosce in questi valori e supporta lo sport perché convinta che, mediante la condivisione dei momenti di gioco, della strategia e del sacrificio, elementi non scindibili dallo studio, si possano rafforzare i legami personali e la formazione, creando esperienze e apportando insegnamenti validi per tutti gli ambiti e tutta la vita.

Ha poi preso la parola Stefano Bellonu, Ordinario di Diritto del lavoro e docente di Diritto sportivo, il quale ha sottolineato quanto questo sia uno di quei risultati che non si conseguono fisiologicamente, è necessario che dietro ci sia un movimento attivo, coeso e funzionante, lasciando che lo sport si sviluppi a pieno come fenomeno collettivo e sociale.

La parola è infine passata ad Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, nonché ospite speciale dell’evento. Ha innanzitutto raccontato di aver fatto parte di quella categoria di studenti atleti che anni fa venivano combattuti, in quanto coloro che si approcciavano al mondo dello sport venivano considerato ignoranti e svogliati, tutto ciò che faceva riferimento allo sport era visto come un nemico da combattere. Con questo ha inteso sottolineare le grandi conquiste ottenute nel corso del tempo, principalmente in riferimento al peso e al valore attribuiti alle competizioni sportive, oggi finalmente considerate nobili e necessarie. Entrando più nello specifico nel merito del tennis ha spiegato come questo sia stato lo sport che ha ottenuto il maggiore picco di crescita nell’ultimo ventennio, abbandonando quel contesto di disfacimento della Federazione, la quale si configurava come un organismo malato, basato sulla discrezionalità, soggettività e corruzione, e acquisendo sempre più le sembianze di uno sport per tutti, impostato sulla condivisione delle norme e sul concetto di mens sana in corpore sano.

Intervista ad Angelo Binaghi, Presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel

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