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La colonna Traiana compie gli anni: ponte fra Italia e Romania

Quante volte sarà capitato di passare lungo le bellezze che il parco archeologico del Colosseo offre, e soffermarsi dinanzi alla Colonna Traiana. Monumento che nella giornata del  12 maggio 2023 ha festeggiato il suo compleanno numero 1910. Era il 113 d.c. quando è stata eretta per celebrare la conquista della Dacia da parte dell’imperatore Traiano. Ed è qui che emerge l’anello di congiunzione, in quanto la Dacia corrisponde all’attuale Romania. Il popolo rumeno, nonostante sia stato vittima di razzia da parte del popolo Romano, ha sempre visto in questa colonna un motivo di orgoglio e di rappresentanza, come se questa fosse nata grazie a loro, sebbene siano stati soggetti di saccheggi e guerre.

Questo è quanto è stato ricordato all’interno dei Mercati di Traiano, ove è stato organizzato l’evento “La colonna Traiana tra passato e modernità”. Incontro tra la cultura italiana e quella romena, nel quale hanno preso parte le più importanti cariche istituzionali, come l’assessore alla cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor che ha trasmesso il suo messaggio di saluti, in quanto assente per motivi istituzionali. Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai beni culturali, mentre per la parte romena era presente l’ambasciatore della Romania nella Repubblica Italiana, Malta e San Marino, Gabriela Dancău, ed infine per rappresentare la meravigliosa cornice circostante, era presente anche Alfonsina Russo, direttrice del parco archeologico del Colosseo.

Dopo una serie di ringraziamenti e saluti istituzionali si sono intavolati diversi interventi dai vari temi; a cominciare dal Parco Archeologico del Colosseo, ove sono intervenute le dottoresse Federica Rinaldi e Angelica Pujia, per aggiornarci e tenerci informati su quale sia la condizione della Colonna Traiana, ed il suo metodo di conservazione che tutt’oggi è sotto lente osservativa di esperti del settore.
Successivamente è seguita Luminita Taranu, per la sezione artistica. Egli ha voluto parlarci della sua installazione monumentale di arte contemporanea dal nome “Columna mutãtio” che interpreta la Colonna Traiana con la finalità di interagire con l’archeologia e la memoria.

Dall’immagine si può notare l’opera; ed il messaggio che l’artista vuole trasmettere è la mutazione di significato che avviene nel volgersi della storia, poiché la colonna stessa è nata per celebrare la conquista della Dacia da parte del Popolo Romano. Ma col tempo questo monumento è diventato simbolo del legame storico tra l’Italia e l’odierna Romania. Qui viene estrapolato quello che può essere definito un paradosso, ovvero un passato con due guerre che ha scaturito la sconfitta del re dei Daci, e un presente capolavoro Romano, testimonianza visiva dell’origine del Popolo Rumeno.
L’opera è completamente in alluminio, con una lunghezza totale di 12,5 metri e un diametro di quasi 1,5metri, dipinta con una tecnica grafico pittorica partendo da una stampa serigrafica a mano che rende l’opera unica.

Sul finire si sono susseguiti altri interventi come il ricercatore Marco Baratto per per raccontarci della storia di Badea Cartan un transilvano a Roma, uomo simbolo per l’indipendenza della Romania. L’archeologo Massimiliano Munzi, e infine Andreea Stefan a rappresentare il museo Nazionale di Storia della Romania di Bucarest.

Dopo dopo un breve rinfresco, le dottoresse Federica Rinaldi e Angelica Pujia hanno accompagnato gli ospiti presso il parco archeologico sottostante per visitare e ammirare la Colonna Traiana.
Un tour privato per arrivare in cima e rimanere sorpresi da una vista mozzafiato con una prospettiva sull’Altare della Patria ed il Colosseo che sicuramente offre uno sguardo diverso da quelli da cui si è abituati

L’evento in conclusione è servito per meglio esprimere il rapporto che c’è fra queste due culture, che per quanto distanti possano sembrare, in realtà al loro interno hanno una grande storia come la colonna stessa descrive, che sottolinea un fattore che molto spesso si tende a ignorare, in quanto probabilmente non viene giustamente sottolineato ma che per il popolo rumeno è motivo di grande orgoglio.

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