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”Franco Basaglia: La libertà è terapeutica”, il suo messaggio d’inclusione a 100 anni dalla nascita

Martedì 7 maggio nell’Aula magna dell’edificio di Lettere si è celebrato il centenario della nascita di Franco Basaglia, uno dei giganti della psichiatria contemporanea. L’evento, intitolato “Franco Basaglia: La libertà è terapeutica”, ha rappresentato un’opportunità unica per commemorare il grande psichiatra e per approfondire il suo impatto rivoluzionario nel campo della salute mentale.

La figura di Franco Basaglia è stata fondamentale nella trasformazione dell’approccio alla malattia psichiatrica. Il suo coraggioso impegno ha condotto all’approvazione della Legge Basaglia (n. 180, 13/05/1978), una pietra miliare legislativa che ha segnato la fine dell’era dei manicomi e ha istituito i servizi di salute mentale, garantendo la chiusura dei manicomi e regolamentando il trattamento sanitario obbligatorio.

E tu slegalo

Durante l’evento, è stato proiettato il documentario “E tu slegalo”, curato da Maurizio Sciarra, che ripercorre tutta l’attività di Franco Basaglia. Attraverso testimonianze commoventi dei suoi pazienti è emersa la figura di Basaglia come un uomo altruista, gentile e accogliente, capace di cogliere la necessità di un cambiamento radicale nell’approccio alla malattia mentale. Attraverso immagini struggenti il documentario ha messo in luce le terribili condizioni dei manicomi dell’epoca, caratterizzati da degrado, sovraffollamento e trattamenti disumani come la lobotomia e l’elettroshock. Il Film racconta la rivoluzione che  Basaglia ha operato all’interno dei manicomi di Gorizia e Trieste, abolendo le pratiche coercitive e promuovendo la partecipazione attiva dei pazienti alla vita comunitaria. Uno degli episodi più significativi narrati nel documentario è la storia di Marco Cavallo, un gigantesco cavallo di cartapesta costruito all’interno del manicomio di Trieste dagli ospiti in cura. Quando nel 1978 venne approvata la Legge 180, che simboleggiava la libertà e i diritti delle persone con disagio mentale, Marco Cavallo uscì dalla struttura insieme a tutti i presenti diventando il simbolo di questa nuova era. La sua impossibilità di superare i cancelli del manicomio e la necessità da parte degli ospiti di scardinarli divenne una potente metafora della lotta per la libertà e la dignità delle persone con disturbi mentali.

Interventi

Gli interventi durante l’evento sono stati moderati da Alessandro Zuccari, Prorettore al Patrimonio artistico storico culturale. Nei passaggi è stata evidenziata l’importanza di valorizzare l’eredità di Basaglia e di mettere al centro il rispetto e la dignità delle persone affette da disturbi mentali.

Maurizio Sciarra ha sottolineato l’importanza di insegnare il contributo di Basaglia, evidenziando la necessità di spostare l’attenzione dalla malattia alla persona. Ha notato con rammarico che nei film d’epoca i pazienti venivano spesso raffigurati come individui inermi, incapaci di esprimersi, mentre nel documentario presentato durante l’evento si è potuto vedere il contrario: molti pazienti hanno trovato voce e dignità. Sciarra ha anche evidenziato e giustificato la mancanza di testimonianze dai centri di salute mentale contemporanei nel film, ha raccontato, infatti, di non aver ricevuto disponibilità a collaborare dalle strutture.

Peppe Dell’Acqua, psichiatra e collaboratore di Basaglia, ha condiviso le emozioni suscitate dalle immagini del documentario. Dell’acqua è critico verso l’attuale attività delle istituzioni nel supporto alle persone con disagio mentale. Denuncia la cancellazione in Friuli Venezia Giulia di quaranta anni di progresso nel campo della salute mentale da parte della giunta regionale che definisce “fascio/leghista”. Lo Psiachiatra ha ribadito la necessità di resistere all’intenzione di tornare indietro e ha criticato la psichiatria e la psicologia moderne per la loro tendenza alla specializzazione e al distacco dall’attenzione per l’individuo. Dell’Acqua ha condiviso episodi toccanti della vita di Basaglia, evidenziando il suo impegno a trattare gli ospiti dei manicomi come individui e a restituire loro dignità e umanità.

Renato Foschi, professore di Storia delle scienze psicologiche e Storia e metodi dell’intervento clinico, ha ripercorso le tappe del 1978 dal referendum dei radicali per abolire la legge 36 del 1904 sui centri psichiatrici alla legge 180 di Basaglia ribadendo quest’ultima come punto di partenza per il progresso nel campo della salute mentale. Foschi ha evidenziato la necessità di un impegno accademico costante per difendere e promuovere i principi di libertà e dignità sanciti dalla legge.

Questa evento ha offerto uno sguardo approfondito sulla visione e sull’eredità di Basaglia. La discussione ha sollevato importanti questioni sullo stato attuale della salute mentale e sulle sfide che ancora devono essere affrontate nel garantire dignità e diritti a tutte le persone affette da disturbi mentali.

Intervista allo psichiatra Peppe Dell’Acqua:

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