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Consegnato il Premio Giornalistico Reporter per la Terra 2015 nella 43a Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite

Consegnato il Premio Giornalistico Reporter per la Terra 2015 nella 43a Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite

Consegnato il Premio Giornalistico Reporter per la Terra 2015 nella 43a Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite

Roma, 12 giugno 2015, presso l’Auditorium del Ministero dell’Ambiente, è stato consegnato per la prima volta il Premio Giornalistico Reporter per la Terra 2015. Data e sede non casuali, per dare il via a questo nuovo riconoscimento, iniziativa nata dalla collaborazione tra Earth Day Italia, Engineering e il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare. Si è scelto, infatti, di inserire la cerimonia nell’ambito della chiusura delle celebrazioni per la 43a Giornata Mondiale dell’Ambiente delle Nazioni Unite, dedicata alla tematica relativa a Istituzioni, Imprese e Società Civile verso un impegno condiviso per la Sostenibilità.
Dall’Expo di Milano in corso e sottotitolato Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita alla Conferenza internazionale di Parigi sul Clima -COP21- che si terrà tra novembre e dicembre prossimi, il 2015 sembra avere tutte le carte per essere riconosciuto come l’anno più green di sempre. Negli ultimi tempi l’attenzione si sta muovendo su questioni inerenti all’ambiente e alla salute, tanto delle persone quanto del territorio, per quell’idea che il progresso del nuovo secolo debba essere condotto verso il benessere nel rispetto della natura e dell’uomo, per uscire da un ‘900 che nella staffetta dell’industrializzazione più che aver vinto la medaglia dell’avanzamento della società, ha ottenuto in compenso un inquinamento generale. Così l’osservatorio scientifico di Earth Day Italia si è occupato di selezionare una rosa di 20 progetti, 10 giornalistici e 10 fotografici, distintisi nell’anno corrente per profusione di impegno ed efficacia comunicativa nel trattare casi e fenomeni legati alla cura della Terra.
Considerazioni provenienti dal mondo delle onlus, dall’ultima ingegneria informatica, dal mondo dell’informazione e della comunicazione hanno preceduto l’attesa consegna delle targhe ai vincitori. L’inclinazione in primo luogo del Paese, e in secondo del Globo, in direzione dell’ecosostenibilità non può avvenire dall’oggi al domani: è pensabile soltanto attraverso una spinta condivisa che parta dai pilastri istituzionali e imprenditoriali, dalle organizzazioni e dall’interno della società civile stessa, e che miri a uno spostamento degli schemi culturali e cognitivi abituali. Tanti sono attualmente gli attori coinvolti e partecipanti alla causa, tra quali il Presidente dell’Earth Day Italia Pierluigi Sassi, invocando l’assolutezza di un’azione concordata tra le parti, ha ricordato Unep, FAO, Convenzione delle Alpi e Convenzione dei Carpazi, unite presso Expo2015, insieme al Ministero dell’Ambiente, nella riuscita della Montain Week, la settimana della montagna in quanto indiscussa fonte di fornitura idrica ed energetica. E ancora di partnership si parla, quando si chiama in causa l’Engineering. Conosciuta per essere l’eccellenza italiana nell’Informatica, l’organizzazione si propone di implementare, attraverso finanziamenti intelligenti alla ricerca e alla pratica, la propria ingegneria per continuare a essere protagonista nel mercato globale. Il Direttore Generale Orazio Viele ha elevato il software a asse portante della nostra società. Potrebbe sembrarlo, ma non è questa una consacrazione azzardata: la produzione di software, destinati per esempio alla sanità, all’ambiente, alla pubblica amministrazione, che ha come presupposto quello di rendere sapienti l’erogazione e l’utilizzo dell’energia, consente di guidare lo sviluppo sostenibile e di conseguenza di migliorare la vita delle persone. I paesi che hanno adottato tali tecniche hanno già verificato una riduzione del consumo di energia pari al 14%. Nel frattempo, l’azienda sta lavorando al problema (in particolare sul territorio pugliese) della distribuzione dell’energia, ovvero alle modalità attraverso le quali gestire il sovrappiù prodotto dalle fonti rinnovabili nella rete, per immagazzinarlo e sfruttarlo al momento del bisogno. Tuttavia il software è anche marcatore nell’evoluzione dell’insegnamento e dell’informazione: si pensi, tra gli altri, al sistema di gaming per rendere più immediati e accattivanti i contenuti veicolati. E a proposito di veicoli, significativa della propria mission, è la donazione da parte di Engineering, ad ognuno dei propri dipendenti, di una bicicletta con cui spostarsi e magari recarsi a lavoro.
Quale sia la situazione ambientale attuale è stato oggetto dell’illustrazione del Direttore Scientifico di Earth Day Italia Roberta Cafarotti. Nelle politiche internazionali troviamo Cina e Stati Uniti in pole position, l’una con una nuova legge sulla protezione ambientale e gli altri per il decreto con cui si è imposto alle centrali elettriche a carbone di ridurre l’emissione di gas inquinanti del 30% entro il 2030. Nella realtà nazionale, prima dell’approvazione in Senato della legge sugli ecoreati avvenuta qualche settimana fa, si parlava giornalisticamente in termini di terra dei fuochi, amianto, Ilva, spostamento della Costa Concordia, morte dell’orsa Dazica, alluvione di Genova e di Parma, annullamento delle condanne per eternit, declamazioni di Papa Francesco. In Italia si cerca soltanto il superlativo e la sensazione del momento: il ruolo del giornalismo medio italiano è stato definito causticamente in questo modo da Marco Tarquinio Direttore dell’Avvenire. Fanno notizia e allarmismo le catastrofi e i disastri, si condannano gli effetti, ma non si educa e non si fa prevenzione. L’attenzione a temi come questi dovrebbe essere di tempo continuato e non determinato, i media dovrebbero occuparsene sempre. Anziché ricordarsene quando c’è un titolo da piazzare in prima pagina, da buoni watchdogs non dovrebbero mai smettere di mantenere alta la guardia. Dovrebbero, inoltre, saper convincere la gente che su questa Terra non c’è niente che non sia irrisolvibile. Intanto, secondo Tarquinio, si potrebbe cominciare a sostituire sostenibilità, un sostantivo che sa troppo di scienza ed élites accademiche, con sobrietà, mutuato dall’ultimo discorso del Papa in carica, che è più alla portata di tutti.
Tuttavia esistono scomparti in cui i media hanno contribuito a dare una mano al Paese. Il Pro Rettore alle Comunicazioni Istituzionali della Sapienza Mario Morcellini ha evidenziato i tre settori in cui, secondo i dati, essi sono stati proficui alleati di cambiamenti culturali. Nell’alimentazione e soprattutto nelle abitudini per l’acquisizione di uno stile di vita più sano, nell’interesse alla salute sia da parte di chi soffre per qualche malattia e sia da parte di chi, informandosi, può diventare un salvavita per sé e per le persone vicine, infine nell’educazione ambientale che, soprattutto in età scolare, proviene più dai media e da agenzie di socializzazione come la scuola, piuttosto che dalla famiglia. Oltre all’ingerenza dei media, non va altresì tralasciata l’importanza della ricerca, specialmente universitaria, i cui contenuti andrebbero resi fruibili in veste scientifica, ma non troppo distante e accademica. Alfieri, invece, nella società civile verso un veloce movimento in senso culturale, sono oggi le donne, i giovani (in particolare universitari) e le famiglie con figli.
La parola d’ordine perché si verifichi una tutela dell’ambiente collettiva è sensibilizzazione; bisogna parlarne tanto e, come sempre, a fare questo e a smuovere le coscienze i media rivestono un ruolo privilegiato, forse più dell’economia e della politica. Da questo nasce il Premio Giornalistico Reporter per la Terra 2015 di cui sono stati insigniti, a fine mattinata, ad ex aequo i reporter Rosy Battaglia, con una lunga inchiesta sul problema dell’amianto, Emanuele Bompan, che da geografo e giornalista si è interessato a cambiamenti climatici, energia, green-economy, politica internazionale e politica americana, e Sergio Ferraris, direttore di Quale Energia, che ha dedicato la vittoria ad Eric Barbizzi, giornalista prodigio di soli 11 anni; tra i fotoreporter, con le immagini degli Angeli del fango, giovanissimi all’opera immortalati durante i giorni successivi all’alluvione genovese, si è aggiudicato la prima posizione Federico Bernini, per il quale ogni scatto necessita di testa e sostanza, non solo di impatto di pancia. Ai quattro sarà destinata una placca incisa con i rispettivi nomi a Villa Borghese, mentre la commissione ha già vagliato un altro gruppo di giornalisti emergenti ai quali conferire una borsa per la realizzazione di nuovi lavori sulla materia ambientale. Un riconoscimento speciale è andato poi al Direttore del Tg2 Marcello Masi per aver ideato il programma, andato in onda in seconda serata, I Signori del Vino. Non solo dobbiamo preoccuparci del futuro del Pianeta che stiamo per consegnare ai nostri figli, ma pensare anche all’oggi, ai trentenni, quarantenni e cinquantenni; quello del Pianeta deve essere un impegno al cento per cento, è “un tema” che deve essere “il tema”, ha commentato Masi.
Nell’intervento conclusivo il Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti ha ammonito acerbamente il livello di provincialismo diffuso nel mondo giornalistico rispetto ai temi ambientali, cattiva prassi del nostro Paese. La soluzione per una migliore informazione sarebbe quella di una educazione complessiva, quella di educare ed educarsi con precisione, con puntualità e con costanza. Il fine è accompagnare consapevolmente il cambiamento epocale che stiamo vivendo, abbandonando la logica economica lineare del ‘900, ma affrontando i danni che ci ha lasciato, e aderendo a quella circolare che, autorigenerante, dalla Terra ritorna alla Terra.

Mariagrazia Minissale

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