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Premio Nostalgia di Futuro 2021: per una nuova etica nella transizione digitale

      Intervista a Maria Pia Rossignaud
      Intervista a Franco Siddi

La sede della FIEG (Federazione Italiana Editori Giornali) ha ospitato nel pomeriggio di oggi, mercoledì 1° dicembre, la tredicesima edizione di “Nostalgia di Futuro”, evento organizzato dall’Osservatorio TuttiMedia, da sempre attento alle tematiche legate alla comunicazione e alla transizione digitale.

L’iniziativa, che ha rappresentato anche l’occasione per il lancio del progetto “NewsMedia4Good”, si è aperta con l’intervento di Franco Siddi, presidente dell’Osservatorio TuttiMedia. Secondo Siddi, è necessario essere capaci di capire il nuovo e le sfide che esso porta con se, ma al tempo stesso è necessario che i media recuperino il senso del loro ruolo nell’ambito della società. Siddi ha poi fatto un appello alle istituzioni, auspicando maggiori investimenti sulle persone e maggiore supporto agli editori che decidano di andare nella direzione della sostenibilità del lavoro.

Alla tavola rotonda ha preso parte anche Derrick De Kerckhove, il quale ha spiegato come la coesione sociale di una volta consentisse di distinguere il giornalismo onesto da quello disonesto. La stessa coesione sociale, secondo lo studioso, ha caratterizzato anche la tv, facendo sì che esistesse una maggioranza silenziosa. Oggi, ha osservato De Kerckhove, non ci sono più maggioranze silenziose, ma tante minoranze che urlano nelle loro “echo chamber”: le piattaforme dei social media hanno permesso a tutti di impadronirsi delle notizie rompendo la coesione sociale e la coesione tra i media.

Paolo Benanti della Pontificia Università Gregoriana ha incentrato il suo intervento sul linguaggio umano: attraverso esso un individuo può esprimere qualcosa che agli altri è invisibile, si può istruire l’immaginazione altrui. I ruoli e i legami tra le persone non sono visibili, ma per essere tali hanno bisogno del linguaggio. Benanti ha ripercorso alcune tappe dell’incontro tra linguaggio e innovazione fino ad arrivare al linguaggio computato, il quale vede nell’algoritmo una sfida sia di mercato sia di innovazione.

“Penso che siano più pericolosi gli umani”, ha affermato Paolo Liguori di Mediaset parlando della paura della tecnologia e raccontando come ai tempi dell’introduzione del digitale nella sua azienda egli colse la necessità di formare giornalisti in grado di utilizzare i nuovi linguaggi.

Costanza Sciubba, in collegamento telematico da Harvard, ha sottolineato come le piattaforme digitali abbiano moltiplicato le informazioni, rendendole difficili da valutare, e abbiano fatto sì che esse viaggino più velocemente. Gli attori storicamente preposti all’informazione, in questo contesto, sono stati scavalcati.

All’evento ha partecipato anche Angelo Mazzetti di Meta (nuovo nome dell’azienda detentrice di Facebook). Egli ha parlato di meta-verso, definendolo come una nuova prospettiva di interazione che sia virtuale e digitale ma anche con una componente fisica. Mazzetti ha precisato che la scelta del nome Meta non intende lanciare un messaggio di dominanza del meta-verso, che nasce invece come uno spazio di interoperabilità.

Lavora da tempo a progetti di contenuto in realtà aumentata Tommaso di Noia del Politecnico di Bari. A suo avviso, l’intersezione tra il meta-verso e l’editoria nel breve periodo porterà alla realtà aumentata, mentre nel lungo periodo potrebbe dare vita a spazi informativi tridimensionali.

Ha chiuso la tavola rotonda Luigi Rancillo di Avvenire, per il quale fare previsioni su come si farà informazione nel meta-verso è rischioso. Quello di cui Rancillo è sicuro è che la parola scritta nel mondo digitale sta diventando sempre più marginale. Secondo lui, bisogna quindi chiedersi a quale prezzo la parola troverà spazio nel meta-verso. Infine, Rancillo ha posto l’accento su come il progetto NewsMedia4Good abbia l’obiettivo di difendere sia dagli algoritmi sia dai bias cognitivi degli individui.

Al dibattito è seguita la cerimonia di consegna del Premio Nostalgia del Futuro 2021, a cui ha preso parte Maria Pia Rossignaud, vicepresidente dell’Osservatorio TuttiMedia e direttrice di Media Duemila. Il premio è stato conferito alle personalità che nel loro ambito hanno dato un importante contributo a sostenere una nuova etica nello scenario della comunicazione e dell’innovazione. Hanno ricevuto il premio Elisabetta Soglio (Corriere della Sera), Monica D’Ascenzao (Il Sole 24 Ore), Valeria Palermi (la Repubblica), Paola Severini (Festival dei Due Mondi di Spoleto), Giulio Anselmi (giornalista ed editore), Paolo Benanti (Pontificia Università Gregoriana), Caterina Meglio (manager), Alessia Mangia (manager), Ilaria Soleri (freelance), Giovanna Botteri (Rai), Leonardo Panetti (Mediaset), Vincenzo Morgante (direttore di Tv2000), Sonia Cocozza, Rusy Fusillo ed Elisabetta Masucci (ideatrici dei GreenBlueDays), Renzo Giovanni Aresa (ceo di Leithà), Costanza Sciubba (Harvard), Stefano Epifani (Digital Tranformation Insititute), Alessandra Graziosi (Fondazione Pontificia Scholas occurrentes), Maurizio Mensi (Luiss), Lello Savonardo (Università Federico II di Napoli), Mihaela Gavrila (Sapienza Università di Roma) ed Eugenio Iorio (Università Suor Orsola Benincasa).

Durante l’incontro è stato presentato anche il nuovo logo dell’Osservatorio TuttiMedia realizzato da un gruppo di lavoro dello IED di Milano, rappresentati all’evento odierno da Carlo Branzaglia.

Andrea Pranovi