“Meltingsun”: AlbumArte presenta mostra di Christine Rebet

“Meltingsun”: AlbumArte presenta mostra di Christine Rebet
In via Flaminia, a due passi dagli incantevoli giardini della Filarmonica, nella splendida cornice di una vecchia rimessa di Villa Poniatowksy  (spazio un tempo adibito a deposito di carrozze per il trasporto pubblico e finora impiegato come laboratorio per gli artisti in residenza), l’associazione no-profit  AlbumArte,  impegnata da anni nel sostegno e nella diffusione dell’Arte Contemporanea sia in Italia che all’estero, inaugura il suo spazio espositivo a Roma con la prima mostra personale in Italia dell’artista francese Christine Rebet, dal titolo Meltingsun.
Presieduta da Cristina Cobianchi, con la direzione artistica di Rosa Maria Sossai,  AlbumArte ha già all’attivo collaborazioni con istituzioni pubbliche come il MAXXI | Museo nazionale delle Arti del XXI secolo e con alcuni istituti Italiani di Cultura all’estero e ha avviato vari progetti  sperimentali di ricerca tra i quali Anteprima, un programma di residenze d’artista svoltosi dal 2011 ad Istanbul, Praga, Parigi e Roma.
Con molta soddisfazione, l’associazione ospita e presenta nel suo project space la mostra, la quale è anche la tappa finale del progetto di ricerca Duplex, una sperimentale maratona di studio visit hors le murs  realizzato tra febbraio e marzo 2014 dal duo curatoriale Francesco Urbano Ragazzi durante un periodo di residenza alla Citè Internationale des Arts di Parigi e prodotto successivamente a Roma dalla stessa AlbumArte, nell’ambito del programma di scambio culturale Tandem Paris/Rome 2014, promosso dall’Institut Francais, col supporto di Roma Capitale, Mairie de Paris e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma.
 Quest’esposizione rappresenta l’apice del tentativo di porre la narrazione reciproca al centro del rapporto tra artista e curatore.  Rebet  sviluppa all’interno della sua Maison de Luxe, il discorso intrapreso con i curatori riguardo la problematica di spazializzazione del disegno. Il lavoro dell’artista francese ruota infatti attorno al disegno come strumento di lettura di forme traumatiche rimosse della storia, per poi tramutarsi in installazioni, sculture, animazioni e performance.
 Nel corso della presentazione alla stampa l’artista Christine Rebet  ha ribadito quanto sia affascinata dalla forza del progetto, aggiungendo la propria voce a quella dei curatori ed esprimendo il loro ringraziamento per la grande opportunità ricevuta da AlbumArte, per mezzo del quale in questo spazio espositivo è stato possibile lavorare a livello sperimentale a progetti innovativi.
 La mostra Meltingsun durerà fino al 13 dicembre 2014, poi all’artista francese seguiranno numerosi programmi culturali che animeranno lo spazio espositivo di AlbumArte e anche quelli promossi dall’associazione in altre sedi, ove saranno coinvolti artisti capaci di estendere la loro raffinata ricerca oltre l’ambito delle arti visive.
 L’associazione  promuove residenze d’artista e l’interazione tra artisti, curatori, associazioni, collezionisti, musei e altre istituzioni nazionali ed internazionali, come nel caso del  prossimo evento di AlbumArte,  che  sarà dedicato al lavoro di un’artista romana  specializzata nel campo della performance, rispondendo così al desiderio dell’associazione di muoversi attraverso tutte le varie forme espressive dell’Arte Contemporanea, dai disegni alle installazioni, dalla performance al video.
Nonostante le difficoltà che si riscontrano in Italia, in cui si evidenzia purtroppo una carenza da parte delle istituzioni nel sostenere adeguatamente gli artisti come invece si fa altrove, è da lodare il lavoro di AlbumArte, che cerca con questa programmazione di eventi di sopperire alle poche possibilità concesse nel contesto artistico capitolino ai giovani artisti, favorendone l’interazione in ambiti Europei, rafforzando l’idea che l’arte corrisponda al futuro ed è necessaria per lo sviluppo del paese, soprattutto quella presente, in quanto, come ha ribadito Rosa Maria Sossai, “non è possibile comprendere il presente, tutto ciò chè è intorno a noi, se non siamo immersi completamente nell’arte contemporanea”.
Salvio Buccino
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