I disturbi dell’apprendimento trattati dagli studenti Sapienza

I disturbi dell’apprendimento trattati dagli studenti Sapienza

“Voglia di apprendere, i disturbi dell’apprendimento trattati dagli studenti Sapienza”  e’ un incontro che si e’ tenuto martedi 7 maggio presso il dipartimento di Scienze Odontostomatologiche. Riccardo Di Pangrazio , uno dei ragazzi di Sapienza in movimento, racconta come l’idea dell’evento sia nata dopo essere venuti in contatto con alcuni studenti Sapienza con disturbi specifici di apprendimento. Una di loro, Maria Letizia Ciranna, ha condiviso la sua storia con i presenti. La studentessa ha affrontato non poche difficoltà nel suo percorso ma col tempo ha trovato la strategia corretta per affrontare la realtà. Niente le ha impedito di frequentare con successo la facoltà di medicina, superando esame dopo esame. “Nella mia esperienza ha incontrato tantissime persone che mi hanno umiliata,” dice la Ciranna “ma anche tante che invece hanno creduto in me.” E’ proprio da qui che sono partiti i ragazzi di Sapienza in Movimento. Come spiega Antonio Lodise, Consigliere d’Amministrazione alle Sapienza,  l’argomento è poco affrontato e spesso per gli studenti è difficile comunicare la propria condizione, ma si sono poi trovati davanti uno staff disponibile e umano.

L’intervento della docente Anna Paola Mitterhofer, delegata del Rettore per gli studenti disabili e con DSA della Sapienza e coordinatrice della “Commissione per le iniziative in favore degli studenti disabili e con Dsa, ha aperto il convegno. La Mitterhofer ci spiega come questo evento rappresenti probabilmente uno dei primo momenti in cui è possibile parlare di DSA con gli studenti nonostante il tema sia affrontato da tempo. Solo nel 2010 infatti, con la legge n.170, è avvenuto il riconoscimento dei DSA in ambito scolastico. L’esistenza di un alto numero di cittadini con queste problematiche ha portato l’attenzione sul tema e grazie all’esistenza di leggi siamo ora in dovere di abbattere le barriere per permettere ad ogni studente di accedere allo studio senza lasciare nessuno indietro, come sottolinea la professoressa Mitterhofer. I dati ci aiutano a capire meglio quale sia la realtà dei DSA negli atenei italiani. Uno studio del Censis del 2018 ha mostrato come il numero degli studenti con DSA sia raddoppiato nel tempo. Molti studenti sono infatti venuti fuori con gli anni: alcuni non sapevano di avere il disturbo ma molti altri desideravano non si sapesse. Pian piano grazie alla continua innovazione nel supportare i ragazzi è stato abbattuto il timore. In Sapienza nuovi locali sono stati dedicati agli studenti con disabilità e con DSA, al counseling psicologico e alla presentazione delle opportunità di tirocini e placement rivolte agli studenti e laureati d’Ateneo.

La psicologa Assunta Marano che si è occupata del secondo intervento, fa parte del Counseling DSA della Sapienza che ha il compito di monitorare le carriere degli studenti con DSA.  Attraverso questi organi si e’ venuta a delineare una didattica finalizzata al supporto individuale. La Marano puntualizza come siano fondamentali figure di professionisti pronti a saper leggere non soltanto il punto negativo, ma anche i punti di forza di chi vive con un DSA. Fortunatamente il supporto per questo tipo di problematiche è approdato anche nel mondo del lavoro. Infatti, tra gli obiettivi di Europa 2020 vi sono l’istruzione e l’occupazione e la qualità e l’efficacia nei sistemi di formazione è quello che ci dovrebbero garantire la produzione in termini economici.

La dottoressa ha inoltre precisato alcuni aspetti tecnici dei DSA. Alcuni dei disturbi generalmente riscontrati sono la dislessia, la disgrafia e la discalculia. “Se due ragazzini non riescono a produrre la stessa performance” spiega la Marano “e’ perche quel sistema educativo non riesce ad intercettare i sistemi di apprendimento propri di entrambi i ragazzini”

E’ infatti importante sapere che i soggetti nei quali si verificano DSA hanno un’ intelligenza almeno nella norma e che la capacità di imparare è integra. E’ invece la modalità con cui si attiva il processo di acquisizione di competenze ad essere peculiare.

“ Un diritto non va soltanto dichiarato, ma va anche reso pratico” ha infine affermato la dottoressa. Ad approfondire l’aspetto legislativo ha contribuito la studentessa Flavia Cococcia di Giurisprudenza anche lei con DSA.

L’ultimo intervento è stato poi fornito da Fabio Mollicone, caposettore del settore per le relazioni con studenti disabili e con DSA. Mollicone ha ribadito con fierezza come queste leggi in Italia funzionino e permettano un ampio ventaglio di servizi offerti. Per accedere a questi pero, e’ fondamentale che le difficoltà’ degli studenti siano certificate. Il processo di certificazione avviene a livello locale, tramite il sistema Sanitario Nazionale.

Tra gli obiettivi raggiunti nell’ateneo vi e’ quello dell’istituzione di un aula apposita per le prove d’accesso dedicata agli studenti con DSA.

Gli organizzatori dell’evento e le personalità che hanno contribuito con i propri interventi sono desiderosi di estendere queste tipologie di incontri all’intero ateneo così da sensibilizzare tutti gli studenti sul tema DSA, non solo quelli di medicina e pochi altri.

 

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