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Canto della Rosa Bianca. Studenti contro Hitler. Monaco 1942/43

Martedì 24 gennaio nella cornice d’eccellenza della Sala Odeion del Museo dell’Arte Classica della Facoltà di Lettere, nell’ambito del progetto Theatron – Teatro antico alla Sapienza, coordinato dalla prof.ssa Anna Maria Belardinelli, ha debuttato in anteprima nazionale lo spettacolo “Canto della Rosa Bianca. Studenti contro Hitler. Monaco 1942/43”, scritto e ideato da Maurizio Donadoni, riallestito dal regista Carmelo Alù e interpretato dalla Compagnia Indole Teatro con rappresentante e portavoce Claudia Zàppia.

Molti ne avranno sentito parlare per il film “La Rosa Bianca – Sophie Scholl” del 2005, che narra, in maniera aderente alla realtà dei fatti accaduti, la cattura, la breve prigionia, il processo farsa e la condanna alla pena capitale subiti da Hans Scholl, sua sorella Sophie Scholl, Christoph Probst, Alexander Schmorell e Willi Graf, tutti poco più che ventenni – a cui si unì successivamente il professor Kurt Huber – accusati di cospirazione contro il regime di Adolf Hitler perché facenti parte del gruppo clandestino di opposizione denominato “Rosa Bianca“.

Accogliere la proposta teatrale di una compagnia dimostra da parte di un’istituzione come l’università la volontà di rendersi parte attiva in una comunità sociale e di dare voce alla cultura. Lo ha fatto al meglio con quest’opera che tratta una storia fatta di paure, violenza, coraggio e forza. Raccontata tante volte si poteva cadere nel rischio della retorica, ma ciò non avviene visto che si è voluto raccontare il ghigno malefico e feroce di quest’ episodio attraverso il sorriso folle per continuare a combatterlo lucidamente anche oggi con questa testimonianza perchè non faccia più paura.

Si tratta di un documentario teatrale brillante e ironico, oltre che pregno di emozioni, composto da sette attori che fanno scorrere il tempo con scambi corali e individuali tra parte recitate in gruppo con un unione che rafforza i concetti a piccoli canti emozionanti in cui scambiare parti soggetive in cui tutti possono essere più persone. Il tutto inizia dalle radici e dalla vita del Führer proprio per far capire da dove parte il meccanismo che aziona proprio il male e si snoda poi nella Germania degli anni trenta con le sue luci e le sue ombre . Ed è proprio nell’ombra che nasce la Weisse Rose, la Rosa Bianca, che fu il nome che un gruppo di studenti cristiani diede al movimento, che fu attivo dal giugno 1942 al febbraio 1943, quando i principali componenti vennero arrestati, processati in tempi brevissimi e condannati a morte mediante decapitazione. Il movimento si opponeva in modo non violento al regima della Germania nazista di Hitler. Sulla determinazione e la spontaneità antieroica di questi giovani universitari prosegue la seconda parte dello spettacolo, mostrando la clandestina opposizione politica, con l’unico scopo di risvegliare le coscienze e metterle davanti alle atrocità che il nazismo stava mettendo in atto, specie nei confronti degli ebrei. Li attese un processo farsa attraverso cui saranno condannati a morte mediante decapitazione per aver distribuito opuscoli per cercare di suscitare sdegno nell’intellighenzia tedesca, portandola a rifiutare il regime nazista.

Lo spettacolo è prodotto da QA – QuasiAnonimaProduzioni con il sostegno dell’Istituto Nazionale del Dramma Antico, di Adda – Accademia d’Arte del Dramma Antico ed in collaborazione con l’Associazione Culturale Imprenditori di Sogni e con il Gruppo Storico Romano. L’evento si è svolto in occasione delle manifestazioni per la Giornata della Memoria.

Intervista a Claudia Zàppia

      Claudia Zappia

Intervista a Carmelo Alù

      Carmelo Alù

Lucia Artieri

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