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Primarie Usa, soprese dall’Iowa

Rubio e Sanders sono gli indiscussi protagonisti del primo caucus. Gli outsider sui quali l'establishment dei loro rispettivi partiti non puntavano.

A pochi giorni dai caucus dell’Iowa che danno inizio alle primarie, stupiscono sempre di più gli inaspettati risultati: il favorito del fronte repubblicano Donald Trump, in testa secondo gli ultimi sondaggi prima del voto, è superato da Ted Cruz senatore texano ultra conservatore, e seguito a poca distanza da Marco Rubio, conservatore moderato e di origini cubane, la vera novità di questa prima tornata elettorale; il fronte democratico non desta meno sorprese, la favorita Hillary Clinton ha per pochi voti rischiato una clamorosa dèbacle a favore di Bernie Sanders il “socialista”.

Rubio e Sanders sono gli indiscussi protagonisti del primo caucus. Gli outsider sui quali l’establishment dei loro rispettivi partiti non puntavano.

Rubio (l’Obama del Partito Repubblicano) figlio di immigrati cubani fuggiti dal regime di Castro, conservatore con posizioni moderate, unico candidato giovane e capace di rivolgersi anche alle minoranze etniche, utilizzando perfettamente uno storytelling emozionale per raccontare le sue origini e i suoi successi. Un messaggio positivo incentrato sulla sua storia di figlio di immigrati piuttosto che sulla cupa xenofobia e sul razzismo di Trump.

Sanders, senatore del Vermont, unico politico americano a definirsi “socialista”, ex indipendente ora affiliato al Partito Democratico. Nel suo programma identifica nelle disparità sociali crescenti e nel crescente potere dell’oligarchia finanziaria i problemi fondamentali cui si trova di fronte la società statunitense, si dimostra contrario alle operazioni belliche portate avanti dagli States e molto sensibile ai temi dell’immigrazione dell’integrazione, ricordando che gli Stati Uniti sono una nazione di immigrati, che hanno scritto la storia del Paese. Nonostante un debole appoggio da parte del Partito, Sanders è riuscito a mobilitare una rete 200 mila volontari e nell’ultimo trimestre del 2015 ha raccolto quasi gli stessi finanziamenti della Clinton.

Intanto il 9 febbraio nel New Hampshire proseguirà la corsa verso le presidenziali dei candidati dopo i caucus dell’Iowa. Data importante, perché solitamente chi vince in questo piccolo stato prende slancio e arriva negli stati più grandi, al sud e nell’est, usufruendo di una considerevole copertura mediatica.

I risultati in Iowa, contro ogni previsione, hanno rivoluzionato il continuo della competizione e delle campagne elettorali di ognuno dei candidati. Il New Hampshire, molto meno conservatore dello stato del Midwest e più liberal, non potrà che destarci sicuramente altre grandi soprese.

Nicoletta Petrillo