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A lezione da Emidio Spinelli. Meglio essere scettici: senza vero, nè veritá…

Martedì 6 febbraio alle ore 16, nell’aula II di Villa Mirafiori, Emidio Spinelli ha tenuto una lezione dal titolo Meglio essere scettici: senza vero, nè verità…

L’incontro si inserisce nel programma del Seminario permanente di storia della filosofia, a cura del Dottorato in Filosofia, che quest’anno è dedicato al tema Verità, finzione, intelligenza artificiale.

Emidio Spinelli è professore ordinario di Storia della filosofia  antica presso l’Università “La Sapienza” di Roma. Si è laureato in Filosofia nel 1984 presso “Sapienza”, con una tesi su “I Papiri Ercolanesi 1084-1091 – 1112-255-418”, relatore Gabriele Giannantoni. Dal 2005 è responsabile di “bilateral agreements” all’interno del Programma europeo LLP-Erasmus, per il Dipartimento di Filosofia/Facoltà di Lettere e Filosofia alla “Sapienza”.

Il tema principale della lezione del professor Spinelli è stato lo scetticismo. “Mi sono occupato della questione del vero e del falso da un punto di vista dello scetticismo antico, da un punto di vista degli scetticismi antichi. Nel mondo antico non c’è lo scetticismo, ci sono gli scetticismi antichi. Ce ne sono di due tipi: lo scetticismo accademico, cioè lo scetticismo dentro l’accademia di Platone, un movimento scettico e poi, più tardi, a partire dal I secolo A.C, il cosiddetto scetticismo pirroniano o neopirroniano, inventato da Enesidemo esattamente come una forma alternativa rispetto al precedente scetticismo accademico”.

Il docente durante il suo intervento si è occupato dello scetticismo pirroniano, illustrando mediante un testo la differenza tra questo e il dogmatismo stoico “lo scettico non ha una sua tesi, lo scettico  si attacca alla tesi degli avversari e dall’interno la rende insussistente. Gli stoici affermano che il vero si differenzi dalla verità in tre sensi: per essenza, il vero è incorporeo e la verità è corporea, per come sono costituiti; il vero è semplice, è una proposizione, la verità è la conoscenza di molti veri, è complessa. Ed infine, vero e verità si differenziano per capacità, in quanto la verità ha a che fare con la scienza, essendo costituita da molti veri, deve avere una sua potenza, una sua struttura. Chi possiede la scienza può possedere la verità, chi non la possiede può arrivare a possedere il vero che è più semplice. Per gli scettici bisogna attaccare le fondamenta del pensiero dogmatico, quindi in questo caso, il vero.”

Il docente ha concluso sottolineando che lo scettico si muove, agisce. Esibisce la ragione della propria azione solamente a fatto compiuto. La posizione dello scettico è una posizione che non accetta di sapere già quello che va fatto per raggiungere un determinato obiettivo. Lo scettico invece, vive e reagisce naturalmente e, di conseguenza, compie azioni o in un modo o in un altro, imparando ogni giorno dalla sua esperienza.