RadioSapienza

Il Futuro Ascoltalo QUI. La radio ufficiale della Sapienza

Colori dei romani. I mosaici dalle Collezioni Capitoline: la mostra presso la Centrale Montemartini

La Centrale Montemartini ospita in questo periodo, fino al prossimo 25 giugno la mostra "Colori dei romani. I mosaici dalle Collezioni Capitoline"

La Centrale Montemartini ospita in questo periodo, fino al prossimo 25 giugno la mostra "Colori dei romani. I mosaici dalle Collezioni Capitoline"

In questo periodo fino al prossimo 25 giugno il progetto espositivo Colori dei romani. I mosaici dalle Collezioni Capitoline racconta l’antica arte del mosaico. Proprio come in un mosaico, di volta in volta nuove sezioni si sono aggiunte alle precedenti restituendo l’immagine dinamica di un sapere e di un gusto in continua evoluzione. Da sempre espressione di lusso e prestigio, mosaici di varie epoche sono inseriti tra affreschi e sculture che arredavano gli edifici, per un vero e proprio viaggio nel tempo. Accanto ai tesori dell’antichità, inoltre, scorre la storia della loro scoperta tra Ottocento e Novecento, quando la città si espandeva per far fronte alla sua nuova funzione di Capitale d’Italia, mentre dagli scavi nelle strade e palazzi emergevano le vestigia del passato.

La mostra, ospitata nella suggestiva cornice della Centrale Montemartini, è dedicata a un ramo particolarmente spettacolare dell’arte musiva: parliamo dei manufatti in marmo e dell’opus sectile, una delle tecniche decorative più raffinate e prestigiose usate dagli antichi artigiani. Siamo negli anni di massima espansione dell’Impero. Nei vasti territori dominati dai Romani, la notevole disponibilità di marmi colorati e l’abbondanza di scarti di lavorazione dai grandi cantieri favorisce la nascita dei mosaici pavimentali a grandi tessere realizzati con materiali preziosi.

L’opus sectile è una tecnica che si sviluppa a partire dal III-IV secolo d.C. ed è adoperata soprattutto nei grandi ambienti”, spiega Claudio Parisi Presicce, curatore dell’esposizione insieme a Nadia Agnoli e Serena Guglielmi. “I marmi colorati diventano una modalità per rappresentare la vita dei committenti e dei proprietari delle residenze, proprio per assecondare il loro bisogno di esprimere il lusso e le proprie possibilità di possedere materiali preziosi”.

Ma quali passi portarono i Romani a delle realizzazioni tanto complesse? Le altre quattro sezioni della mostra lo spiegano a perfezione. Dopo un primo capitolo dedicato alla storia, alle tecniche e ai diversi motivi usati nelle decorazioni musive, un lungo viaggio nel tempo conduce i visitatori tra ville sfarzose, templi e necropoli.