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Torna al CoRis il modulo BEJOUR. Concluso il seminario inaugurale

Come ogni anno, torna al CoRiS il modulo BEJOUR (BECOMING A JOURNALIST IN EUROPE: IL VALORE DELL’INFORMAZIONE IN UNA DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA), coordinato dai docenti Maria Romana Allegri, Giampiero Gramaglia e Christian Ruggiero. Il modulo didattico si propone di “sfidare la disattenzione che i media italiani mostrano nei confronti dell’UE, cercando di introdurre nel giornalismo italiano, attraverso la formazione dei futuri professionisti dell’informazione, un punto di vista più europeo e una più evidente sensibilità in questo ambito”.

Il seminario inaugurale si è svolto oggi, 23 febbraio, e ha avuto come titolo “Democrazie in bilico: contagi antidemocratici dagli Usa all’Europa“. All’incontro, moderato dal noto giornalista Giampiero Gramaglia, sono intervenuti Christian Ruggero (professore associato in Sociologia dei processi culturali, La Sapienza di Roma), Mattia Diletti (docente di Scienze Politiche all’Università degli Studi di Roma La Sapienza), Franco Venturini (editorialista de Il Corriere della Sera), Roberto Santaniello (responsabile EuroBarometro, Commissione Europea). Il tema cardine dell’incontro inaugurale è stata la crisi della democrazia, le cui istituzioni sembrano essere in bilico, in tutto il mondo.

Su tale tema, e sul suo rapporto con l’informazione, sono intervenuti ai nostri microfoni i proff. Mattia Diletti e Giampiero Gramaglia.
«È un rapporto antico quello tra l’informazione e la democrazia – ha spiegato il Mattia Diletti – Una buona informazione è una delle condizioni per la buona salute di una democrazia. Oggi discutiamo di questo tema anche perché assistiamo ad un richiudersi delle bolle informative dentro canali in cui si alimentano estremismo, fake news. Occorre ricostruire il rapporto tra dibattito pubblico e informazione». «Siamo in un momento difficile – prosegue – Nonostante la miriade di strumenti che abbiamo per informarci, infatti, abbiamo difficoltà nel capire quale sia il vero spazio pubblico dentro il quale si possono confrontare i diversi punti di vista. C’è una grande confusione in cui nessuno si ascolta: questo non fa bene al dibattito democratico».

      Intervista prof. Diletti

L’aumento delle fonti di informazione, tipiche di una democrazia, secondo il prof. Gramaglia è «di per sé un fatto positivo per il giornalista: più fonti ci sono, più informazioni si possono acquisire. Lo stesso, però, è anche un dato di confusione; non è sempre facile distinguere tra le fonti affidabili e quelle non affidabili. Compito del giornalista è quello di evidenziare le fonti affidabili e di far emergere le notizie verificate, rispetto a quello che non lo sono».

      Intervista prof. Gramaglia

Il modulo proseguirà anche nelle prossime settimane. Di seguito il programma completo:
– tre incontri dedicati ad una panoramica generale sull’organizzazione e il funzionamento dell’Unione europea (2-9-16 marzo, prof.ssa Allegri);
– nove incontri dedicati a laboratori giornalistici: free press (23-30 marzo e 6 aprile, prof. Ruggiero), media digitali (13-20-27 aprile, prof. Gramaglia), radio (5-11-18 maggio, Tiziana Di Simone RaiRadio1);
– un convegno conclusivo il giorno 25 maggio: IL FUTURO DELLA DEMOCRAZIA NELL’UE. RISULTATI E PROSPETTIVE DELLA CONFERENZA SUL FUTURO DELL’EUROPA.