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Ad alta voce: così si leggono i libri al Maxxi di Roma

      Intervista a Silvia Tatti

Provenivano da tutta Italia le scuole che hanno aderito al progetto, ospitato al Maxxi di Roma, “Come si leggono i libri”: sostenuto dal Dipartimento di Studi greco-latini, italiani, scenico-musicali della Sapienza di Roma, in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura, Emos editore, l’Associazione degli Italianisti e con la media partnership di Radio3 Rai Letteratura, l’evento ha riunito interpreti, professori, lettori di professione e responsabili di audiolibri. Diviso in due sezioni, il programma prevedeva una prima parte, in mattinata, incentrata sul confronto con gli esperti del settore, come Tommaso Ragno, interprete che ha collaborato anche con il regista e attore Toni Servillo, Silvia Tatti, professoressa di letteratura italiana alla Sapienza e Fabrizio Falco, che nel proprio curriculum può vantare collaborazioni con Luca Ronconi.

Incentrandosi sulla lettura ad alta voce, gli ospiti hanno sottolineato l’importanza di questa stessa come modalità attraverso cui comprendere in modo più approfondito non soltanto il testo, ma anche l’autore che vi si cela dietro, e hanno espresso la convinzione che questo metodo dovrebbe essere introdotto in modo sistematico nelle scuole.

La lettura ad alta voce, ha sottolineato Silvia Tatti, pone un filtro di lentezza che permette di capire tutti, o almeno la maggior parte dei registri presenti. Ritmo, equilibrio e passo dei libri emergono chiaramente attraverso la lettura che realizzano gli interpreti: Iaia Forte, vincitrice nel 1997 del Nastro d’Argento come migliore attrice protagonista per Luna e l’altra, ne ha dato la dimostrazione leggendo ad alta voce un brano tratto da “La Storia” di Elsa Morante, e lo stesso testo ha permesso a Silvia Tatti di spiegare in che modo leggere il libri per accedere ai diversi livelli interpretativi, cercando un equilibrio tra quella che definisce “lettura impressionistica”, ossia il semplice gradimento o meno, e la “lettura riflessiva”, cioè la reale comprensione letteraria.

La conclusione, affidata a Fabrizio Falco, ha evidenziando la necessità dell’arte come strumento perché nasca una società più cosciente e civile.

Eleonora Artese

Martina Pota

 

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