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Zootropolis 2, la recensione: l’incontro tra differenze

In una metropoli apparentemente perfetta, in cui gli animali convivono pacificamente, la coniglietta Judy Hopps e la volpe Nick Wilde sfidano il crimine all’interno della polizia di Zootropolis: un racconto che illumina le zone d’ombra dello spazio urbano e in cui i protagonisti diventano finestre da cui guardare il mondo.

Nel film diretto da Jared Bush e Byron Howard, le differenze tra i due personaggi principali diventano l’occasione per parlare dei rapporti umani: luogo in cui, accogliendo l’alterità, si fa esperienza del mondo dell’altro. È uno spazio complesso da abitare, ma è nella sua complessità che si nasconde la meraviglia dell’incontro: la possibilità di conoscere se stessi ed evolvere anche grazie allo sguardo esterno. Importante è la presenza della Dottoressa Fuzzby, doppiata nella versione italiana dalla psicoterapeuta Stefania Andreoli, che oltre a porre l’attenzione sul tema della cura, permette ai personaggi di riflettere sulla loro storia e sui meccanismi messi in atto nelle relazioni.

Come si fa a instaurare rapporti autentici quando si guarda il mondo da due prospettive apparentemente inconciliabili?  

Il duo poliziesco si ritrova ad adoperare in spazi sconosciuti della città, tanto inediti quanto spaventosi, nei quali scoprirà che la pacifica metropoli nasconde, in realtà, terribili segreti: corruzione, giochi di potere, emarginazione del diverso.

Il ruolo chiave è rappresentato da Gary De’Snake, una vipera presentata, inizialmente, come il villain del film. L’introduzione del serpente, simbolicamente associato al male, permette di ragionare sui pregiudizi e sulle discriminazioni. Nella città di Zootropolis, infatti, i serpenti sono esclusi, costretti a vivere ai margini della città perché considerati pericolosi. Ma cosa succede se si scopre che il vero pericolo è rappresentato da chi promette di fare i nostri interessi?

Ma, soprattutto, quanto siamo disposti a rischiare per difendere la verità?

Se da un lato Nick mostra a Judy che il peso del mondo non deve gravare soltanto sulle sue spalle e che non deve sacrificare se stessa soltanto per dimostrare al mondo la sua bravura, dall’altro Judy mostra a Nick l’importanza di lottare per difendere un diritto che non dovrebbe mai esser messo in discussione: la tutela della dignità di ognuno. Il conflitto tra i due, seppur doloroso, si presenta dunque come una tappa fondamentale del loro rapporto: l’unico modo per conoscersi e incontrarsi davvero.

Sono la fonte emotivamente insicura del tuo disagio. Incapace di esprimere i miei sentimenti. Probabilmente perché sono solo da una vita. Non è una scusa, ma è per questo che invece di dirti che è la cosa migliore che mi sia capitata, faccio battute sulle tue orecchie. E ti dico che ti impegni troppo. Quando la verità è che io non voglio che tu ti faccia male, perché nessun altro al mondo è importante per me… quanto lo sei tu.

 

Alessia Perrella

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