Il 1° dicembre si è tenuta la 37ª edizione della giornata mondiale per la prevenzione della Lotta all’AIDS. Questa giornata si pone come obiettivo quello di sensibilizzare e di prevenire il contagio tramite la diffusione di informazioni corrette a proposito di HIV/AIDS.
Roma è stata protagonista di tantissime iniziative organizzate dal Ministero della Salute, in collaborazione con l’INMI (L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” IRCCS di Roma)
“In occasione della Giornata Mondiale contro l’HIV rinnovo l’impegno della Regione Lazio per una prevenzione più forte, un accesso semplice ai test e una lotta concreta contro ogni forma di stigma. L’HIV oggi si può prevenire e si può curare. Per questo serve un’informazione corretta, servizi vicini alle persone e la volontà di superare paure e pregiudizi che ancora frenano la diagnosi precoce. Il Lazio continuerà a investire su screening, percorsi di cura e iniziative che mettano al centro le persone e i loro diritti”. Lo sottolinea, in una nota, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.
A Piazza del Popolo è stato proiettato un cortometraggio che in forma di documentario ha mostrato l’impegno delle istituzioni nella prevenzione del virus. Nella stessa giornata l’INMI ha organizzato il convegno scientifico-istituzionale “Rethink”. Rebuild. Rise”, durante il quale è stato presentato il “Nuovo piano nazionale HIV/Epatite/Infezioni sessualmente trasmesse” e a cui hanno partecipato esperti nazionali e internazionali. Per il ministero sono intervenute Maria Rosaria Campitiello e Anna Caraglia.
Ma la testimonianza di un impegno che potremmo definire più tangibile sono stati allestiti stand per offrire ai visitatori test per le IST (Infezioni Sessualmente Trasmesse): È il termine più recente e scientificamente preciso, in quanto copre un ventaglio più ampio di patologie infettive, incluse quelle che possono rimanere asintomatiche per lunghi periodi.
Per oggi giovedì 4 dicembre, l’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma ha organizzato l’evento “HIV HCV Stop Stigma”, una giornata dedicata alla prevenzione e all’educazione.
Nei padiglioni predisposti per test rapidi e sessioni di counseling su HIV/HCV e altre MST, ci sono – presso lo stand della Facoltà di Medicina Sapienza, – personale sanitario formato a disposizione fino al termine della manifestazione.
Nei reparti interni e nella sala prelievi è possibile ricevere informazioni sulle nuove terapie, sull’importanza degli screening e della prevenzione.
Si tratta di un evento divulgativo dal grande contributo scientifico che lascia comunque spazio anche ai giovani: l’evento si concluderà con un “aperitest”, un’iniziativa volta a far diventare questo tema sempre meno un tabù, soprattutto tra le nuove generazioni.
“Nonostante i progressi nella cura e nella prevenzione, la diffusione dell’infezione e lo stigma restano ancora significativi. I più recenti dati italiani confermano che la maggior parte delle diagnosi avviene in fase tardiva, perché molte persone evitano il test per paura, per pregiudizio o perché non percepiscono il proprio rischio” sostengono gli organizzatori dell’evento “sei come sei”, iniziativa che nasce dalla collaborazione tra la Asl di Latina e Scuola di Specializzazione in Malattie Infettive del Polo Pontino della Sapienza Università di Roma.
È proprio sull’idea di indicibile, di stigma, che riflette l’opera “Untitled (Portrait of Ross in L.A.) dell’artista Felix Gonzales Torres.
Un’opera partecipativa e fortemente simbolica. Consiste in una pila di caramelle colorate, il cui peso iniziale corrisponde al peso corporeo del compagno dell’artista, Ross, scomparso a causa dell’AIDS. Il pubblico è invitato a prendere una caramella dal mucchio, così, come la malattia consumava il corpo dell’uomo, il peso delle caramelle viene consumato dal pubblico. Quest’opera, oltre ad essere un coinvolgente omaggio al compagno scomparso, offre al pubblico la possibilità di discutere apertamente di AIDS, rompendo i tabù che hanno sempre circondato la malattia e rendendo visibile la fragilità dell’essere umano nel momento della crisi. Al tempo stesso, però, il continuo rifornimento delle caramelle introduce l’idea di rigenerazione, memoria e amore, trasformando l’opera in un gesto collettivo di partecipazione e cura.

