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Venezuela: fa breccia il monologo di Mariana Rodriguez a Le Iene

Pochi giorni fa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con un’operazione militare che ha colto di sorpresa tutto il mondo, ha catturato il presidente venezuelano Maduro, cogliendolo proprio nella sua residenza grazie alla cooperazione tra la CIA e alcune guardie corrotte della cerchia di Maduro. Contemporaneamente è stata sequestrata la petroliera Olina, stanziata nel Mar dei Caraibi, non lasciando fin da subito alcun dubbio sugli interessi del tycoon e sull’indirizzo a cui penderà l’egemonia a stelle e strisce sul Venezuela.

Sono questi, quindi, giorni di grande concitazione, ma anche di grande polarizzazione dell’opinione pubblica. L’antitesi è chiara: Donald Trump ha abusato dei suoi poteri e in barba agli accordi internazionali ha condotto un’operazione militare in uno Stato sovrano e indipendente, senza che quest’ultimo si fosse macchiato di una qualche colpa per poterla definire un’operazione di difesa. Al contempo Nicolas Maduro era apertamente considerato un dittatore e il Venezuela versava in condizioni economiche critiche, a voler usare un eufemismo.

E mentre Trump dichiara le sue ambizioni sull’industria petrolifera venezuelana, su Cuba e sulla Groenlandia, mentre vengono scagionati  e liberati tutti i dissidenti politici che erano trattenuti in Venezuela (tra cui l’italiano Alberto Trentini per cui da settimane si stavano lanciando appelli e trattative con il governo Maduro), da tutto il mondo arrivano le testimonianze dei cittadini venezuelani.

In Europa sono arrivate immagini  e le dichiarazioni  di chi festeggiava la fine del potere del Dittatore. Venivano intervistate tutte quelle persone che dal Sud America erano emigrate proprio a causa dell’ascesa al potere di Maduro. Ci sono  video pubblicati sui social della felicità per l’arresto del dittatore, di chi sta riponendo le sue speranze in uno Stato forte e ricco quanto gli USA, pur al contempo sottolineando che, specie in tempi come oggi, le azioni militari dovrebbero essere scongiurate a favore delle vie diplomatiche, e del riconoscimento della legittimità delle azioni che nascano dal solo popolo venezuelano.

Meloni, Tajani e Salvini hanno dichiarato di credere alla legittimità delle decisioni di Trump. Dall’altro lato, Schlein e Conte, insieme ad altri partiti dell’opposizione, si sono indignati per la protezione di cui gode un Capo di Stato (USA) che pure ha attaccato una Nazione.

Tra le mille voci che navigano sui social ha ricevuto risalto il monologo dell’attrice venezuelana Mariana Rodriguez, pubblicato ieri sera su tutti i profili social della Redazione de Le Iene. La Rodriguez non ha saputo contenere l’emozione e ha spiegato come anche lei, che in prima battuta aveva festeggiato per l’arresto di Nicolas Maduro, ha dovuto ricredersi vedendo che in poche ore nella sua patria si mettevano in atto con le stesse modalità “la caccia alle spie, gli arresti e la repressione che io ho provato sulla mia pelle”. Denuncia, poi, che quando ha chiesto di tornare a Caracas per documentare quello che sta avvenendo, il suo passaporto è stato bloccato.

Mariana Rodriguez conclude l’intervento dicendo che lei si sente parte di un popolo che è stato costretto ad accontentarsi di briciole, ma che non ha perso la forza di combattere, e che oggi ha al suo fianco un’intera generazione di venezuelani che, in esilio, hanno scoperto il vero valore della libertà.

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