Alberto Manzi è stato una figura centrale nella storia dell’Italia. Grazie al suo programma televisivo Non è mai troppo tardi, fu in grado di alfabetizzare milioni di italiani durante gli anni ’60. Tuttavia, questa non fu la sua unica opera da insegnante: decenni fa insegnò nella scuola “Fratelli Bandiera” dell’I.C. Montessori-Pini, motivo per cui l’istituto è stato scelto per ospitare, martedì 2 dicembre, il nuovo Museo di Scienze Naturali dei Bambini.
Come suggerisce il titolo, il museo raccoglie una collezione imponente di strumenti didattici per insegnare e coltivare la passione per la scienza. Si tratta di modelli, strutture esplicative, pannelli e molte altre meraviglie di carattere tecnico. L’aspetto più sorprendente è che tutte queste opere sono state realizzate dai bambini: non si tratta di oggetti appena passabili, ma di vere e proprie creazioni di livello museale.
Non c’è da stupirsi, considerando quanto Manzi, presso l’istituto “Fratelli Bandiera”, si sia impegnato non solo a insegnare la scienza ai più giovani, ma a farlo in modo innovativo e profondo, coinvolgendoli nella divulgazione di questa importante materia con lo scopo di comprendere e innovare il nostro mondo. Le sue iniziative aiutarono anche le maestre a cui lasciò il testimone negli anni successivi, contribuendo alla creazione di strumenti ancora oggi utilizzati per l’insegnamento della disciplina.
Il desiderio di salvaguardare questo patrimonio portò alla collaborazione tra la scuola e un gruppo di ricercatori della Sapienza, coordinati da Fabrizio Rufo del Dipartimento di Biologia Ambientale, insieme a Maria Nicolaci e Stefano Papi. L’obiettivo fu trasferire tutti questi strumenti in un’ala dell’istituto abbandonata da tempo, rendendola lo spazio ideale da trasformare in museo per la collezione.
La creazione di questo spazio, volto a celebrare la collezione scientifica a scopo didattico, è stata sostenuta anche dal Municipio II di Roma Capitale. Non sorprende, considerando come il progetto abbia coinvolto diversi collaboratori esperti nell’ambito della museologia scientifica e della didattica museale. La struttura del museo è stata suddivisa in cinque sezioni tematiche:
- Astronomia
- Geologia
- Paleontologia
- Evoluzione biologica
- Paleoantropologia
Tutte le sezioni si basano sulle opere realizzate dai bambini. Le creazioni più significative della collezione, sia dal punto di vista didattico che estetico, verranno selezionate per mostrare ai visitatori i migliori risultati ottenuti dai giovani studenti. Opere che possono essere apprezzate non solo dai loro coetanei, ma anche da adulti appassionati o interessati al mondo della scienza, mettendo in evidenza l’importanza degli insegnanti non solo in questo campo, ma in qualsiasi disciplina.
Elio Bufaletti
