L’estate culturale romana entra in una nuova fase, occupandosi di archeologia, arte contemporanea, natura e spettacoli astronomici. La città si trasforma in un enorme palcoscenico che vive di tante proposte che arricchiscono le serate romane di nuova energia. Dal 17 al 23 luglio, Roma Capitale – attraverso l’Assessorato alla Cultura, il Coordinamento delle iniziative legate alla Giornata della Memoria e la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali – propone una settimana che intreccia la riscoperta del paesaggio urbano con narrazioni artistiche e immersioni nel cielo notturno, in un calendario che continua a espandersi e a coinvolgere pubblici diversi.
La visita al Sepolcro degli Scipioni di sabato 18 luglio, inserita nel programma Roma, la tua guida culturale, offre l’occasione di entrare in uno dei luoghi più emblematici della Roma repubblicana. L’area archeologica, incastonata lungo il tratto urbano della via Appia Antica, restituisce la memoria della gens Cornelia, la famiglia che più di ogni altra ha segnato la storia politica e militare del III e II secolo a.C. La struttura, scavata nel tufo e articolata in ambienti ipogei, conserva ancora iscrizioni, nicchie e tracce di decorazioni che raccontano l’evoluzione del monumento funerario e il prestigio degli Scipioni, da Lucio Cornelio Scipione Barbato fino ai discendenti che ne ampliarono la monumentalità. La visita guidata permette di leggere il sepolcro non solo come testimonianza architettonica, ma come documento politico: un luogo dove la memoria familiare si intrecciava alla propaganda, e dove la città antica mostrava la sua capacità di stratificare storie e poteri.
Il giorno successivo, domenica 19 luglio, la Passeggiata sul Monte Testaccio conduce i partecipanti in un paesaggio urbano unico al mondo: una montagna artificiale composta da milioni di frammenti di anfore, accumulate nei secoli come scarto del vicino porto fluviale dell’Emporium. Camminare sul “monte dei cocci” significa attraversare una sorta di archivio materiale della Roma commerciale, dove ogni strato racconta rotte mediterranee, traffici di olio e derrate alimentari, sistemi di stoccaggio e pratiche economiche che hanno alimentato la vita quotidiana dell’Urbe. Le incisioni sui frammenti, i bolli, le tracce di catrame e di lavorazione diventano indizi di un mondo produttivo che emerge dal suolo come un gigantesco palinsesto.
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Sempre domenica 19 luglio, alle 10.30, il Museo Carlo Bilotti ospita un nuovo appuntamento del ciclo Artisti a Villa Borghese, dedicato questa volta a Lina Passalacqua, protagonista di un percorso artistico che ha attraversato il Novecento mantenendo un dialogo costante con l’eredità futurista. Lo storytelling di Claudio Crescentini, intitolato Lina Passalacqua. La natura futurista dell’esistenza, ripercorre la ricerca della pittrice, che ha saputo trasformare la lezione di Balla e Boccioni in una grammatica personale, dove la scomposizione del movimento si fonde con una sensibilità cromatica vibrante e con un’attenzione particolare ai paesaggi naturali. Le sue opere, spesso caratterizzate da linee dinamiche e da una geometria emotiva, restituiscono una visione del mondo in cui la natura non è semplice sfondo, ma forza propulsiva. La proiezione del documentario L’Essenza geometrica delle passioni, diretto da Giulio Latini, approfondisce questa dimensione, mostrando come la pittura di Passalacqua sia un esercizio di equilibrio tra impulso e struttura, tra slancio e disciplina formale.
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Giovedì 23 luglio, il Museo Barracco propone una visita con interprete LIS dedicata a Ramses II e alla dinastia dei Ramessidi, offrendo un viaggio nella storia del Vicino Oriente Antico attraverso una delle figure più iconiche della civiltà egizia. Le opere esposte – statue, rilievi, frammenti di arredi rituali – permettono di ricostruire l’immagine di un sovrano che ha fatto della monumentalità un linguaggio politico. Ramses II, celebrato nei templi di Abu Simbel e nelle iscrizioni che ne esaltano le vittorie, è presentato nel percorso del Barracco come simbolo di un’epoca di espansione, diplomazia e riformulazione del potere. La visita diventa così un racconto che intreccia iconografia, religione e storia, mostrando come la figura del faraone fosse costruita attraverso un sistema di immagini che ancora oggi affascina per la sua potenza narrativa.
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Parallelamente, il Planetario di Roma continua a proporre spettacoli che trasformano la volta celeste in un’esperienza immersiva. Ritorno alle stelle accompagna il pubblico adulto in un viaggio attraverso le costellazioni e le loro storie, mentre Il cielo degli innamorati intreccia astronomia e mito, evocando le narrazioni che per millenni hanno legato gli astri ai sentimenti umani. Interstellari – il viaggio delle sonde Voyager ripercorre l’avventura delle missioni che hanno superato i confini del Sistema Solare, mostrando immagini e dati che raccontano la vastità dello spazio profondo. La magia dell’aurora boreale esplora i fenomeni geomagnetici che generano le luci polari, trasformando la scienza in spettacolo visivo. La notte stellata, Quando cadono le stelle, From Earth to the Universe, Una dorata cupola di stelle, Space Opera ed Ecologia cosmica ampliano ulteriormente il panorama, alternando divulgazione, poesia scientifica e riflessioni sul rapporto tra l’uomo e il cosmo.
Per i più piccoli, il Planetario propone due appuntamenti che uniscono gioco e conoscenza: Il Dottor Stellarium alla scoperta della luna, condotto da Gabriele Catanzaro nei panni del suo personaggio stravagante, e Girotondo tra i Pianeti, un viaggio interattivo che trasforma il Sistema Solare in un racconto partecipato, pensato per stimolare curiosità e immaginazione.
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La settimana si chiude con la consueta raccomandazione: il programma potrebbe subire variazioni, e per tutte le attività è necessario fare riferimento al servizio 060608, attivo ogni giorno dalle 9 alle 19. Modalità di accesso e tariffe su www.museiincomuneroma.it; www.sovraintendenzaroma.it




