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Semi di futuro: il Rapporto Civita su giovani e cultura

Il nuovo rapporto Civita, presentato ieri 17 novembre presso la sede dell’Associazione, mette al centro il legame fra giovani, cultura e qualità della vita. L’evento di presentazione del XVI Rapporto, che prende il nome di  Semi di futuro. Giovani, cultura e benessere, affronta un tema cruciale del nostro tempo:  il benessere emotivo dei giovani italiani, analizzato in relazione a cultura, creatività, formazione, lavoro, sport e cittadinanza attiva.

Il Rapporto si è basato su un’indagine demoscopica, realizzata proprio dal Centro Studi dell’Associazione in collaborazione con Swg che ha utilizzato l’Oxford Happiness Questionnaire (OHQ), su un campione di 1500 giovani dai 16 ai 24 anni, al fine di indagare sulle esperienze culturali condivise. “Abbiamo scelto questo tema perché si parla molto di benessere giovanile –   spiega la Segretaria generale dell’Associazione Simonetta Giordani – ma chiediamo davvero ai ragazzi cosa significa per loro stare bene?

Un elemento ricorrente all’interno del Rapporto riguarda proprio la qualità delle attività: i giovani evidenziano come il coinvolgimento emotivo sia fondamentale per godere di qualsiasi esperienza culturale ed è fondamentale che questo parta dalla scuola, che deve essere vista dai più giovani non come un luogo di apprendimento di nozioni ma un luogo dove vivere esperienze di vita concrete. Importante, dunque, ampliare le opportunità di accesso alla cultura, allo sport e alla partecipazione, ma anche qualificarle, investendo in ecosistemi educativi e relazionali che siano in grado di suscitare un reale interesse.

Quello che emerge dal rapporto è che soprattutto le offerte culturali collettive, che includono cinema, musei, mostre, concerti, festival, teatro, fanno segnare quote di fruizione comprese fra il 37% e il 55%,  tuttavia vissute con passività e scarso interesse, spesso messe da parte in favore di attività più individuali. La tecnologia in ambito culturale può avere un ruolo positivo: Diego Ciulli, Responsabile Affari istituzionali e Public policy di Google Italia, ha spiegato come ad esempio il 74% dei ragazzi che usano Youtube, lo fa a scopi didattici e che si tratta di uno strumento adatto anche ai più piccoli, visto che può essere monitorato dai genitori. Inoltre è il consumo di prodotti audiovisivi individuali come musica, film e serie tv a stimolare i più giovani: oltre 9 ragazzi su 10 prediligono prodotti culturali audiovisivi rispetto alla lettura.

Non si tratta, quindi, solo di un Rapporto, ma di un nuovo punto di partenza per i giovani: “L’importante – come sottolineato da Nicola Maccanico, vicepresidente di Civita – è dare loro la possibilità, perché voglia di fare i giovani ne hanno tanta“.

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