Schermi di piombo. Ombre e poteri: l’Italia dietro le quinte. La rassegna torna come percorso cinematografico che indaga sugli anni Novanta e Duemila. Decenni cruciali in cui si sono ridefinite le dinamiche del potere, della corruzione e della coscienza collettiva. Il cinema non è più intrattenimento ma materia viva, capace di interrogare il Paese attraverso le sue ombre più persistenti.
Il 7 luglio alle ore 20.00 presso l’Eur Social Park verrà proiettato il film Gomorra. Ci sarà il regista, Matteo Garrone, protagonista di un talk dedicato al film di cui è stato co-scrittore e regista. L’appuntamento rappresenta uno dei momenti più attesi della rassegna, che prosegue il suo percorso di approfondimento sugli anni cruciali della nostra storia recente, in cui si sono ridefinite le dinamiche del potere, della corruzione e della coscienza collettiva.
Gomorra ha cambiato il modo di rappresentare la criminalità organizzata. Garrone ha trasformato la realtà italiana in un linguaggio visivo di rara potenza. Lui non filma la camorra come un sistema mitico, ma come una struttura industriale, un organismo che divora tutto ciò che tocca. La sua regia, asciutta e implacabile, restituisce un mondo in cui il potere criminale non è solo violenza, ma anche economia, linguaggio, estetica. Sul palco, insieme al regista, Chiara Francini e il giornalista Federico Lobuono accompagneranno il pubblico in un confronto che promette di essere intenso e coinvolgente.
Nata da un’idea di Leonardo Scuderi e curata da Angela Camuso insieme allo stesso ideatore, “Schermi di Piombo” si presenta come un percorso che non si limita a ripercorrere i fatti attraverso le immagini, ma le usa per decifrare ciò che spesso sfugge alla cronaca. La prima edizione, dedicata agli anni Settanta e Ottanta, aveva già mostrato la forza del progetto: il cinema come archivio emotivo, come specchio deformante ma rivelatore, come strumento critico capace di restituire la complessità di un Paese attraversato da tensioni e rinascite. Con la nuova rassegna, “Ombre e Poteri: l’Italia dietro le quinte”, il viaggio si sposta sugli anni Novanta e Duemila, decenni in cui l’Italia sembra vivere una metamorfosi continua, oscillando tra la dissoluzione dei vecchi sistemi e l’emersione di nuove forme di potere.
L’inizio degli anni Novanta appare come una sequenza cinematografica dirompente. La caduta del Muro di Berlino e la fine della Prima Repubblica aprono un varco storico che destabilizza certezze radicate. Le indagini di Mani Pulite scoperchiano un sistema di corruzione strutturale, provocando il collasso dei partiti storici e inaugurando la stagione della Seconda Repubblica. Parallelamente, la mafia impone un controcampo tragico con le stragi del ’92 e del ’93, che segnano la coscienza collettiva e costringono lo Stato a reagire con una forza che non si vedeva da anni. In questo clima di fratture e ricostruzioni, l’Italia affronta anche una grave crisi economica che la spinge verso l’ingresso nell’euro, mentre la società cambia: la popolazione invecchia, i flussi migratori aumentano, le prime tecnologie digitali cominciano a insinuarsi nella quotidianità. È un’Italia che vive tra declino e metamorfosi, tra paura e possibilità, e che il cinema osserva con uno sguardo sempre più attento. Il passaggio agli anni Duemila è segnato da una trasformazione che ha il ritmo di una rivoluzione silenziosa. Internet diventa un fenomeno di massa, i telefoni cellulari modificano radicalmente la comunicazione, i social media riscrivono la percezione dell’identità e del potere. La società italiana si fa più complessa e multietnica, mentre la precarietà diventa condizione generazionale. Anche il crimine muta: il cybercrimine e le reti transnazionali sfruttano la globalizzazione come un nuovo territorio narrativo, rendendo il panorama criminale più sfuggente e stratificato. È un’Italia che vive tra schermi e ombre, dove la realtà sembra sempre più mediata e manipolata, e dove il cinema diventa uno strumento essenziale per decifrare ciò che sfugge alla superficie.
Il cinema diventa così un archivio condiviso, un modo per restituire alle nuove generazioni la complessità della storia italiana. Ricordare, in questo contesto, non è un gesto nostalgico ma un atto politico, un modo per non lasciare che le ombre del passato si dissolvano senza essere comprese.
Ideata da Scuderi e realizzata con la collaborazione della giornalista d’inchiesta Angela Camuso, la rassegna continua a registrare una partecipazione crescente. Con il patrocinio di Roma Capitale, Eur S.p.A. e il media partner Eur District, ogni martedì l’Eur Social Park si riempie di spettatori che cercano nel cinema non solo un’esperienza estetica, ma una chiave di lettura del presente. La rassegna si conferma così come uno dei luoghi più fertili del panorama culturale romano, capace di unire memoria, analisi e partecipazione.
Il 14 luglio sarà la volta di “Suburra”, film che ha raccontato Roma come un palcoscenico di poteri intrecciati, dove politica, criminalità e religione si sfiorano e si contaminano. L’opera dialoga perfettamente con la rassegna, perché mostra come la città sia spesso il luogo in cui le ombre diventano visibili, dove il potere si manifesta nelle sue forme più ambigue e seducenti.
