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Sanremo vuole raddoppiare con una versione estiva

Carlo Conti annuncia Sanremo Estate…

Sanremo in versione estiva non è un’idea nuova: “Sanremo Estate” esisteva già, a partire dal 1986, con palchi all’aperto e un’atmosfera più vacanziera, poi archiviata. Oggi la proposta riemerge in un contesto diverso: non tanto come “secondo Festival”, quanto come evento spin-off che punta a tenere vivo il marchio anche fuori dalla settimana di febbraio.

Secondo le indiscrezioni raccolte fin qui, la finestra sarebbe luglio 2026 (registrazione) con messa in onda ad agosto su Rai 1; la location più probabile è Pian di Nave, grande piazzale sul mare già pensato per ospitare pubblico e strutture sceniche.

Il punto centrale sta nel modo in cui verrà trattato, però, in quanto Sanremo funziona perché è un rito collettivo in diretta, con quel senso di “qui e ora” che trasforma la gara in conversazione nazionale. Se la versione estiva nasce come prodotto registrato e poi trasmesso settimane dopo, rischia di perdere proprio quella contemporaneità che rende Sanremo , effettivamente Sanremo.

Secondo le anticipazioni, la nuova edizione sarà registrata e trasmessa su Rai 1 nella seconda metà di luglio e agosto 2026, in prima serata. L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sul brand Sanremo anche fuori dalla tradizionale settimana di febbraio.

D’altra parte, l’estate è anche il momento naturale dei festival live: un format più leggero potrebbe diventare un’occasione vera, se usato per sperimentare (nuove proposte, collaborazioni, set più liberi, linguaggi meno televisivi) invece di replicare meccanicamente la formula invernale.

Inoltre, raddoppiare il marchio può produrre un effetto paradossale: invece di ampliare l’evento, lo diluisce. Se “Sanremo” diventa un’etichetta da applicare a più appuntamenti, serve una direzione editoriale forte per evitare la sensazione di spin-off.

Insomma: l’idea non è da bocciare, ma va costruita. Perché se è solo “Sanremo, ma in costume”, il rischio è l’overdose. Se invece è un format con coraggio e senso, può diventare un esperimento utile anche per la musica italiana. Carlo Conti, che è stato il primo a rilanciare l’idea, ha chiarito che non sarà lui a condurre la versione estiva. Il suo ruolo  di direttore artistico del Festival principale si è concluso con l’esperienza 2026 del Festival di Sanremo, ma ha voluto dare impulso al ritorno di un format che considera parte della storia della manifestazione.

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