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Roma al centro della crescita della Cultura nel 2026

In Italia e a Roma la cultura non è un accessorio per pochi eletti, ma più un vero elemento imprescindibile delle vite dei cittadini e dei giovani, sempre più interessati e partecipi. Nell’ultimo periodo si è registrato un aumento significativo di investimenti nel settore. L’ultimo rapporto annuale di Federculture   evidenzia un significativo aumento di visitatori e turisti sia nei siti archeologici (+4,4%) sia in ambienti artistici, come il teatro, (+11,6 %) nell’annualità da poco conclusasi. Il fenomeno ha interessato quasi esclusivamente il nostro Paese, da sempre leader mondiale indiscusso nel patrimonio culturale e centro di ricezione di eventi, come quello della Biennale d’Arte 2026 a Venezia. Il fermento riguarda fortunatamente anche città più piccole e  più periferiche rispetto ai centri culturali di prestigio per antonomasia. Ci sono, infatti, ben dieci città in corsa per la nomina a Capitale della Cultura 2028, tra cui Catania, Anagni, Tarquinia e Gravina in Puglia.

Mentre la cultura viene riconosciuta in Europa come un pilastro del benessere sociale e un fattore fondamentale per la coesione tra i Paesi dell’Unione e per turismo e scambi internazionali, Roma Capitale fa passi da gigante in questo senso: il Ministero della Cultura ha approvato ad inizio anno, un piano strategico che prevede l’investimento di oltre 100 milioni di euro per l’adeguamento sismico e la sicurezza degli edifici di rilevanza storico-artistica, anche e soprattutto per i siti del Centro e del Meridione, ed è stato concluso nella massima celerità il restauro del celebre Elefante del Bernini, sito in Piazza della Minerva, dal quale si era distaccata una zanna lo scorso 16 febbraio. Sempre a Roma, oltre alle mostre fisse e ai siti archeologici, sono attualmente aperte molte mostre temporanee di incredibile interesse.

Alcune mostre del 2026 da non perdere a Roma

Vi segnaliamo “L’ultimo Matisse – Morfologie di Carta”, attiva al Museo storico della Fanteria di Roma fino al 28 giugno 2026; la mostra a Palazzo Barberini dedicata alla figura di Gian Lorenzo Bernini e al rapporto con il suo principale mecenate e committente Maffeo Barberini, meglio noto come papa Urbano VIII (visitabile fino al 14 giugno 2026); e – per chi dovesse avere interessi più pop e contemporanei – non si può dimenticare la mostra “Movie Icons – Oggetti dai set di Hollywood” presso lo spazio WeGil a Trastevere fino al 3 maggio 2026. Con oltre 100 cimeli originali provenienti dai set dei più amati film di Hollywood, come Harry Potter, Star Wars, Forrest Gump, la saga di Matrix e l’universo Marvel, questa mostra svelerà i segreti e le complessità della realizzazione di un prodotto così composito come solo una pellicola può esserlo.

C’è la mostra al Museo storico della Fanteria di Roma che raccoglie le opere più anticonvenzionali del maestro del movimento Fauves, che dopo l’estremo sperimentalismo sul piano cromatico delle proprie tele, portò alle estreme conseguenze la sensibilità postbellica e si cimentò con opere grafiche su carta dal disegno alla grafica pura, dalla progettazione scenografica al costume design, dai collage ai papier découpés. Visitando la sua mostra si avrà l’impressione di dover rivalutare tutto quello che si crede acquisito sulla concezione dell’arte figurativa e si dovrà ricorrere a interpretazioni fantasiose per la sua opera visionaria.

Altra mostra di notevole spessore è “Bernini e i Borromini”, che arriva dopo il recente  successo dell’esposizione dedicata a Caravaggio, del luglio scorso,  (sempre presso le Gallerie Nazionali Barberini Corsini), e realizzata  grazie al patrocinio congiunto del gruppo Intesa San Paolo e della Fabbrica di San Pietro.

Gian Lorenzo Bernini fu il maggiore interprete del Barocco romano e, grazie a questa mostra, sarà possibile rivivere uno dei movimenti artistici più apprezzati di sempre attraverso la prospettiva privilegiata del sodalizio privato, artistico e culturale tra l’artista e il pontefice.

L’esposizione, inoltre, si inserisce in concomitanza con il quattrocentesimo anniversario della consacrazione della Basilica di San Pietro, simbolo indiscusso della cultura barocca e scrigno di molte delle opere berniniane. Per questa occasione, la Fabbrica di San Pietro ha promosso un’iniziativa particolarmente interessante e innovativa.

 (cfr. L’articolo dedicato https://www.radiosapienza.net/oltre-visibile-la-nuova-iniziativa-san-pietro-400-anni-dalla-dedicazione-della-basilica/

 

 

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