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Roberto Saviano: condanna confermata per Bidognetti

fonte Facebook

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La Corte d’Appello di Roma ha confermato in via definitiva le pene per il boss dei Casalesi Francesco Bidognetti, condannato a 1 anno e 6 mesi e per l’avvocato Michele Santonastaso, 1 anno e 2 mesi, colpevoli di aver minacciato il noto giornalista e scrittore Roberto Saviano e Rosaria Capacchione, giornalista e politica italiana.

Le intimidazioni risalgono ai tempi del processo Spartacus del 2008 all’interno di una dichiarazione letta in aula dallo stesso Santonastaso in cui i giovani giornalisti furono accusati di “strumentalizzare” il processo e “condizionare” l’opinione pubblica. Un gesto che venne percepito come un tentativo di “chiudere la bocca” alla libertà di stampa e di informazione.

Nel corso dell’udienza si sono costituite parte civile la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) e l’Ordine dei Giornalisti. Un atto necessario volto a mettere in luce quanto, ancora oggi, giornalisti e giornaliste che decidono di occuparsi di criminalità organizzata, siano costretti/e a fare i conti con i cosiddetti “pericoli del mestiere”, fatti di pressioni e minacce. A tal proposito, l’avvocato Giulio Vasaturo, legale della FNSI ha sostenuto: ” Questa sentenza non è solo una condanna, ma un importante riconoscimento del valore costituzionale del lavoro giornalistico, e un monito a chi cerca di imbavagliare l’informazione”.

Dopo la pronuncia della sentenza, forte e ricca di un significato profondo è stata la frase pronunciata da Roberto Saviano il quale ha affermato: “Mi hanno rubato la vita“. Lui che da quasi 20 anni vive costantemente sotto scorta per le sue inchieste sulla camorra. In merito alla sua vita strappata, colpiscono molto le parole che Saviano ha rilasciato qualche mese fa durante un’intervista presso Catalunya Radio in cui dice: “Io sono da 20 anni sotto protezione, da quando avevo 26 anni…Ho circoscritto il mio ossigeno al mio lavoro ed è un grande errore per tutti, non solo per gli scortati. Non ti fidi di nessuno, invidi tutti per qualsiasi cosa… Quindi diventi molto cinico, molto diffidente, depresso o quantomeno è quello che è successo a me…”. 

Ancora più toccanti sono le immagini di lui che piangendo abbraccia il suo legale, Antonio Nobile con un forte applauso dei presenti che fa da cornice. Lo stesso Saviano ha poi dichiarato: “Sedici anni di processo non sono una vittoria per nessuno, però è la dimostrazione incredibile che la camorra in un’aula di tribunale, pubblicamente, ha dato la sua interpretazione: cioè che è l’informazione a mettergli paura…”. 

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