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Robert Mapplethorpe all’Ara Pacis. La purezza della forma nel dialogo con l’antico

È iniziata a Roma, negli spazi luminosi e rigorosi del Museo dell’Ara Pacis, la grande mostra “Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza”, aperta al pubblico fino al 4 ottobre 2026. Roma accoglie oltre 200 fotografie del maestro statunitense, in un percorso che indaga la bellezza come disciplina, equilibrio, tensione verso la perfezione.

Denis Curti (curatore della mostra): “C’è un grande malinteso che accompagna Mapplethorpe: considerarlo solo un fotografo della provocazione legato alla New York underground. In realtà, se spogliamo le sue immagini dal contenuto esplicito, ciò che resta è puro classicismo. Mapplethorpe non cercava lo scandalo fine a sé stesso, cercava l’equilibrio, la simmetria e il rigore compositivo che affondano le radici nel Rinascimento. Ha applicato l’armonia della statuaria classica a temi allora considerati tabù, elevando ogni corpo a una dimensione sacra e monumentale. Per questo la sua bellezza è senza tempo.

Promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura e Coordinamento delle iniziative per la Giornata della Memoria), dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e da Marsilio Arte, con organizzazione di Zètema Progetto Cultura e Marsilio Arte, in collaborazione con la Robert Mapplethorpe Foundation di New York.

Robert Mapplethorpe (1946‑1989) non fotografava semplicemente: plasmava lo spazio attraverso la sua macchina Hasselblad. Ogni soggetto diventava una materia scultorea. La mostra romana si articola in otto sezioni che attraversano la sua ossessione per la forma pura, dove corpi, volti, fiori e nature morte sono sottoposti allo stesso rigore geometrico e alla stessa ricerca di armonia.

La tappa dell’Ara Pacis conclude un progetto itinerante che ha già conquistato Venezia (Stanze della Fotografia) e Milano (Palazzo Reale). A Roma, il percorso si arricchisce di una selezione particolarmente ampia e meditata:

  • Grandi ritratti  – Icone dell’arte e dello spettacolo come Yoko Ono, Robert Rauschenberg, Donald Sutherland, David Byrne, Richard Gere.
  • Muse e autoritratti –Patti Smith, compagna di vita e di visione fin dai giorni del Chelsea Hotel, e la culturista Lisa Lyon, figura chiave nella sua ricerca sul corpo.
  • Fiori e nature morte – Tulipani calle, orchidee trasformati in sculture di luce.
  • Nudi maschili e femminili – Corpi trattati come marmo, sospesi in un equilibrio quasi metafisico.
La vera unicità della tappa romana è il confronto diretto con la scultura classica. Due opere dei Musei Capitolini — la Statua di Afrodite (I sec. a.C.–I sec. d.C.) e la Statua di atleta (I sec. d.C., da originale greco del V sec. a.C.) — dialogano con le fotografie di Mapplethorpe, creando un cortocircuito tra la perfezione ideale dell’antico e la modernità radicale del suo sguardo.

È un incontro che rivela quanto il fotografo fosse, in fondo, un classicista contemporaneo, capace di trasporre nella fotografia la grammatica della statuaria greco‑romana.

Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale:

“Mapplethorpe è stato un classicista delle forme, un artista dalla rappresentazione quasi scultorea. In un’epoca come la nostra, segnata da linguaggi tossici o censurati, la sua fotografia riattiva il pensiero critico e apre nuove riflessioni sulla libertà di espressione.”

La mostra Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza sono progettate per essere fruibili ai visitatori attraverso diversi strumenti di accessibilità. Accompagnano e approfondiscono la mostra un’audioguida, a cura di Denis Curti, il podcast – disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme – Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, il catalogo pubblicato da Marsilio Arte, sulla vasta produzione e l’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere. Visite integratetattili e con traduzione in LISpercorsi audio tattili e video LIS sottotitolati, posizionati nel percorso mostra, sono realizzati grazie alla collaborazione con Rai Pubblica Utilità, il Museo Tattile Statale Omero di Anconail Dipartimento Politiche sociali e Salute – Direzione Servizi alla Persona di Roma Capitale e la Cooperativa Segni d’Integrazione Lazio.

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