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Tris di incontri al CoRis: capire la critica, il giornalismo e la comicità

Un pomeriggio all’insegna del dialogo tra linguaggi, professioni e sguardi diversi sui media contemporanei. Si è tenuto mercoledì 8 aprile, presso l’Aula Oriana del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma, il “Tris di incontri al CoRis”, un ciclo unico di appuntamenti che ha intrecciato riflessioni culturali, radiofoniche e semiotiche rivolte alle studentesse e agli studenti di Media, comunicazione digitale e giornalismo. L’iniziativa, promossa dalle cattedre di Contenuti e mercati della radiofoniaCultural e lifestyle journalism e Semiotica dei media, ha proposto tre momenti distinti ma complementari, accomunati dall’obiettivo di indagare le trasformazioni della narrazione mediatica nell’era digitale. 

Ad aprire il programma è stato il regista Marco Risi, protagonista del talk “Il controcampo della critica”. Partendo dalla sua esperienza dietro la macchina da presa, Risi ha offerto una riflessione sul ruolo della critica cinematografica oggi, in un contesto segnato dalla moltiplicazione delle voci e dalla disintermediazione. Tra riferimenti ai suoi film più noti e considerazioni sul rapporto tra autore e pubblico, il regista ha sottolineato come la critica possa ancora rappresentare uno spazio di approfondimento, a patto di rinnovare linguaggi e strumenti. Nel corso dell’intervento, particolare attenzione è stata dedicata a Mery per sempre, uno dei film più emblematici della filmografia del regista. Ambientato in un carcere minorile di Palermo, il film racconta il difficile rapporto tra istituzioni, educazione e marginalità giovanile, attraverso lo sguardo di un insegnante che cerca di instaurare un dialogo con i detenuti. Tra i personaggi più iconici emerge Mery, una ragazza transgender interpretata da Alessandra Di Sanzo, la cui presenza rompe gli schemi narrativi tradizionali dell’epoca. Il suo personaggio incarna un’ulteriore forma di marginalità, legata non solo al contesto carcerario ma anche all’identità di genere, offrendo uno sguardo raro e complesso per il cinema italiano di fine anni Ottanta. Risi ha sottolineato come la forza del film risieda proprio nella capacità di dare voce a soggettività diverse, evitando semplificazioni e restituendo dignità ai suoi protagonisti. A distanza di decenni, Mery per sempre continua a essere un riferimento per il cinema civile italiano, nonché un esempio di narrazione capace di coniugare impegno e accessibilità. Il regista ha inoltre evidenziato come oggi, nell’epoca dei social media e delle recensioni immediate, opere come questa richiedano ancora uno spazio di riflessione più profondo, che vada oltre il giudizio rapido e favorisca un confronto consapevole tra autore, critica e pubblico. 

A seguire, la giornalista Loredana Tartaglia ha guidato l’incontro “Sì, viaggiare”, dedicato al giornalismo culturale e al travel journalism. Il suo intervento ha messo al centro il valore del punto di vista, elemento chiave per costruire narrazioni autentiche e significative.  La giornata si è conclusa con il mini-laboratorio di Carmela Silvia La Monaca, “La comicità in radio: dai corpi invisibili ai social”. Un intervento dinamico che ha esplorato le connessioni tra satira, radio e stand-up comedy, evidenziando le trasformazioni della comicità nell’ecosistema digitale. 

Il “Tris di incontri al CoRis” si è così confermato uno spazio di confronto vivo e interdisciplinare, capace di mettere in relazione teoria e pratica, offrendo agli studenti strumenti utili per orientarsi nel complesso panorama della comunicazione contemporanea. 

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