Venerdì 4 aprile, presso la Sala Lauree del Dipartimento di Scienze giuridiche della Sapienza Università di Roma, si è tenuto il workshop Crisis, constitutionalism, governance in Europe. The Next Generation EU, un’importante occasione di confronto internazionale sul futuro dell’Unione Europea. L’evento, coordinato dal Professor Leone Niglia e organizzato nell’ambito dei JM Chair/JM Centre Workshops, JMC Seminars e del progetto PRIN 2022, ha riunito alcuni tra i più autorevoli studiosi e studiose europee per interrogarsi sulle trasformazioni istituzionali innescate dalle recenti crisi e sulle implicazioni costituzionali dei nuovi strumenti di governance.
Al centro della discussione il programma Next Generation EU come risposta senza precedenti alla crisi pandemica. Quest’ultimo ha portato l’Unione a dotarsi di poteri di indebitamento comuni e a promuovere un’integrazione economica e sociale più profonda. Come sottolineato dal Professor Niglia in apertura, l’obiettivo del workshop era esplorare non solo l’innovazione istituzionale rappresentata da questo programma, ma anche le tensioni che esso solleva rispetto all’architettura costituzionale dell’UE e al rapporto tra potere esecutivo e controllo democratico.
Tra i relatori intervenuti, accanto al professor Niglia, figurano nomi di spicco del panorama accademico europeo:
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Isabel Feichtner (Julius-Maximilians-Universität Würzburg, Germania),
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Stella Ladi (University of London, Regno Unito),
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Martin Nettesheim (Universität Tübingen, Facoltà di Giurisprudenza, Germania),
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Kaarlo Tuori (University of Helsinki, Finlandia)

Durante il workshop, si è riflettuto sull’emergere di nuove forme di potere fiscale e sulla necessità di ripensare la dimensione sociale e redistributiva del diritto europeo, soprattutto alla luce del principio di solidarietà. Le politiche economiche dell’Unione, infatti, incidono direttamente sugli equilibri costituzionali interni, ridefinendo i rapporti tra le istituzioni europee e quelle nazionali.
Un altro tema emerso è stato quello della “normalizzazione dell’emergenza”, cioè il rischio che strumenti straordinari introdotti per far fronte a crisi diventino meccanismi permanenti di gestione del potere. In questo contesto, è fondamentale interrogarsi sul ruolo dei parlamenti e sulla qualità della partecipazione democratica ai processi decisionali europei.
Sono state inoltre analizzate le implicazioni giuridiche della governance economica post-crisi, con un’attenzione particolare al rafforzamento delle istituzioni sovranazionali e alla progressiva ridefinizione della sovranità in ambito europeo. Le trasformazioni in atto sono state interpretate anche attraverso la lente teorica del costituzionalismo multilivello, che mette in relazione i diversi livelli di governo coinvolti nella costruzione europea.
