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Ricercatrice della Sapienza vince 2 milioni di euro con uno studio sull’Eneide di Virgilio

Digitalizzare il mondo antico. Ad esserci riuscita è Elena Spangenberg Yanes, ricercatrice in lingua e letteratura latina presso il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, che si è aggiudicata l’ERC Consolidator Grant 2025 con il progetto CAVE, ottenendo un finanziamento di 1.999.490 euro.

Si è formata alla Sapienza sotto l’ala di Michela Rosellini, con cui dal 2023 è responsabile di un accordo quinquennale di collaborazione scientifica con il Thesaurus linguae Latinae. Dopo il dottorato di ricerca, è stata in seguito Irish Research Council Postdoctoral Research Fellow al Trinity College di Dublino, per poi tornare in Sapienza come docente a contratto e assegnista di ricerca, dove tutto era iniziato.

Le sue ricerche riguardano la grammatica e retorica antiche, la tradizione manoscritta e la tradizione indiretta dei testi latini, il bilinguismo antico e medievale e la lessicografia latina; mentre soltanto da poco ha iniziato a occuparsi di questioni di filologia digitale. Ed è qui che entra in gioco il progetto CAVE, dedicato allo studio della ricezione scolastica ed erudita dell’Eneide di Virgilio (17 a.C.), universalmente riconosciuta come il più importante poema epico romano.

Fin dall’inizio della sua diffusione, nel I secolo d.C., l’Eneide ha attirato l’attenzione di eruditi e maestri ed è stata inclusa nell’insegnamento scolastico della grammatica e della retorica latina; nei secoli successivi sono stati prodotti un numero crescente di commenti all’Eneide, coinvolgendo generazioni di studiosi fino ai tempi moderni. Dei primi mille anni di tale sforzo esegetico sono sopravvissuti due commenti completi, innumerevoli glosse, traduzioni greche e trattati grammaticali: la loro tradizione, che conta circa 160 testimoni e comprende anche papiri e codici tardoantichi, è strettamente interconnessa. La ricca varietà degli studi antichi e altomedievali sull’Eneide può ora essere sistematicamente studiata e rappresentata grazie alle digital humanities.

Concentrandosi sul primo millennio di trasmissione del poema, CAVE ha come obiettivo quello di raccogliere ed editare criticamente le opere esegetiche antiche e altomedievali sull‘Eneide e di ricostruire, in una prospettiva più ampia, i luoghi, i momenti, le pratiche didattiche e gli ambienti culturali in cui è stato studiato il capolavoro di Virgilio. CAVE affronta queste sfide con un approccio multidisciplinare, riunendo esperti di critica testuale, paleografia, digital humanities, storia della cultura, linguistica e imaging multispettrale. L’équipe di ricerca svilupperà l’infrastruttura digitale open source Latin Grammarians Collectionr.

di Letizia Giostra

 

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