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“A qualcuno piace classico” torna a Roma: il noir al centro della 15ª edizione

Femmina folle di John Stahl

Femmina folle di John Stahl

La quindicesima edizione di A qualcuno piace classico, una delle rassegne cinematografiche più apprezzate della capitale, prende il via il 20 gennaio 2026, negli spazi del Palazzo Esposizioni di Roma, riconfermandosi un punto di riferimento per cinefili, studenti ma anche profani, per interrogare il presente attraverso le immagini e i linguaggi di un’epoca passata ma in certi casi ancora profondamente attuale.

Il noir come possibilità di rileggere il Novecento

Il filo conduttore della rassegna di quest’anno è il cinema noir, genere che, come pochi altri, ha saputo raccontare le contraddizioni e le fallacie di alcuni aspetti della modernità. A inaugurare la rassegna, il 20 gennaio, Femmina folle di John Stahl, primo noir girato col processo cinematografico a colori, il Technicolor, mentre a chiuderla, il 26 maggio, sarà Strade violente di Anthony Mann – fautore, tra le altre cose, della scelta del cast di Via col vento.

Ma il noir si configura in questa edizione come uno sguardo aperto sul mondo: in A qualcuno piace classico trova spazio anche il cinema francese con Claude Chabrol – considerato, assieme a Godard e Truffaut, uno dei padri fondatori della Nouvelle Vague – e il suo Volto segreto (1987), qui proposto in una rara copia in pellicola 35 mm.

Tra thriller politici e società in crisi

Molti dei film in programma hanno come protagonisti degli uomini in fuga, parte di un’intera società in tensione animata da sistemi di potere in crisi. È il caso di Fuggiasco di Carol Reed (regista, tra le altre cose de Il terzo uomo), storia di una fuga nordirlandese, o de La caccia di Arthur Penn, con un cast stellare composto da Marlon Brando, Jane Fonda e Robert Redford, racconto di una comunità americana animatasi collettivamente per la fuga di un evaso.

Anche la fantascienza entra nel discorso politico con La fuga di Logan, mentre Acque del Sud di Howard Hawks, tratto da un romanzo di Ernest Hemingway e girato nel bel mezzo la Seconda guerra mondiale mostra il complesso intento di fondere propaganda, avventura e icone hollywoodiane, soprattutto grazie alla leggendaria coppia Humphrey Bogart e Lauren Bacall, qui alla prima apparizione insieme.

A qualcuno piace classico, tra cinema muto e avanguardia

Come da tradizione, una serata sarà dedicata al cinema muto e animata da musica dal vivo. Verrà proiettato L’angelo del focolare, anche noto come Il padrone di casa, di Carl Theodor Dreyer, pellicola di oltre cento anni fa ma ciononostante sorprendentemente attuale per la sua critica al patriarcato e alle dinamiche di potere insite nel binarismo di coppia uomo-donna. E il tema di quella che qualche anno dopo è stata definita mascolinità tossica ritorna anche in Él di Luis Buñuel, caposaldo del suo periodo messicano, racconto surrealista ma razionale dell’ingiustificato senso di possesso maschile.

E sarà il surrealismo cinematografico a chiudere il percorso con un omaggio a Man Ray, pittore, fotografo, regista e grafico statunitense, tra i più grandi esponenti del Dadaismo e del Surrealismo, autore tra le altre cose di opere universalmente note, come Il violino di Ingres e Lacrime di vetro. Un tributo ad uno dei padri dell’avanguardia, inestricabilmente legato al cinema pur non facendolo in senso stretto, nel cinquantesimo anniversario della sua morte.

Il programma completo è disponibile sul sito del Palazzo delle Esposizioni.

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