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Punta Sacra Film Fest: il cinema oltre la periferia

Si è da poco concluso il Punta Sacra Film Fest, promosso dall’associazione Punta Sacra, che vede la partecipazione anche di giovani cresciuti all’Idroscalo di Ostia, luogo caro a Pasolini. Il progetto dell’arena estiva era nato dall’idea dei direttori di Alice nella Città Fabia BettiniGianluca Giannelli – insieme a Francesca Mazzoleni, regista del documentario Punta Sacra, che vede coinvolti, come protagonisti, i giovani residenti.

Ricordare, valorizzare e dare nuova identità a territori che per troppo tempo sono stati marginalizzati. Luoghi protagonisti delle opere di Pasolini in cui “ragazzi di vita” corrono e sfrecciano sulle biciclette lasciando una scia di sabbia, sogni e risate. Un palco, un proiettore e un pubblico affiatato danno inizio alla magia, una prima serata ghermita di gente pronta a vedere il film di apertura Non essere Cattivo (2015), di Claudio Caligari. Durante la serata, erano presenti anche alcuni membri della “banda caligaris”, Luca Marinelli, Simone Isola Giordano Meacci.

Dopo il talk con gli ospiti, lo schermo bianco si è acceso: tutti gli occhi fissi sullo scorrere di una pellicola che racconta storie di generazioni, con l’eco delle voci di chi ha sempre abitato ai margini e di chi l’asfalto lo conosce meglio dei marciapiedi puliti. Ci sono i ragazzi del quartiere, le madri coi passeggini, le nonne sedute sulle seggiole portate da casa di Christian e la sua famiglia. Christian e la nonna Franca che ti raccontano con un sorriso che no, questo non è solo un festival, è una promessa. Perché quelle famiglie e i loro figli, che abitano quella piccola fetta di terra a forma di triangolo che è casa e la loro punta sacra – come la chiamano i suoi abitanti – hanno avuto finalmente la possibilità di avere diritti, servizi, risposte, vocecome ci ha raccontato Christian.

Photocall 11 luglio 2025, Punta Sacra Film Fest

È qui che il cinema, con la semplice luce di un proiettore e forza di volontà di un’intera comunità, ha proiettato la luce su quei muri dell’Idroscalo che ad altri appaiono scrostati ma li rende vivi. Un film come Non essere cattivo, in questo luogo, non si guarda soltanto: si riconosce, si attraversa, si respira. Il pubblico e i protagonisti della pellicola si incontrano e si riconoscono in qualche modo, nessuno finge, nessuno recita: la vita si proietta sul grande schermo, ma nasce nelle strade e sulla sabbia su cui è sorto quel palco.

Nella casa di Franca e Christian abbiamo conosciuto la sua famiglia e accolto gli ospiti per una piccola intervista. In fondo, quello che accade all’Idroscalo in queste sere d’estate è molto più di una rassegna cinematografica e Pasolini lo diceva già allora: la verità abita nei corpi, nei volti e nei quartieri dimenticati, dove oggi crescono nuovi “ragazzi di vita”, più consapevoli e coraggiosi, anche grazie a quei luoghi che, come Punta Sacra, continuano a custodire la bellezza fragile delle periferie.

 

Intervista a Luca MarinelliSimone Isola e Giordano Meacci

Articolo e interviste a cura di Alessandra Marino

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